La manifestazione
Il ferito è il figlio diciannovenne dellavvocato Giandomenico Mattei, stava tornando a casa in scooter
Travolto da un'auto pirata, è in coma
Paolo Nencioni
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Edoardo Mattei, ricoverato a Firenze in prognosi riservata A destra il luogo dellincidente L'Audi con targa rumena trovata poco distante, nessuno si prende la colpa
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PRATO. Edoardo ha 19 anni e dalla scorsa notte lotta tra la vita e la morte in un letto del reparto di Rianimazione dell'ospedale di Careggi, dopo essere stato travolto in sella al suo scooter da un'auto il cui conducente non si è fermato a prestare soccorso. Aveva appena sostenuto l'ultima prova dell'esame di maturità, Edoardo Mattei, e ora si trova ad affrontare un esame molto più difficile. Per tutta la giornata la polizia municipale ha dato la caccia al pirata, che potrebbe avere già un nome, ma che ancora non è stato formalmente denunciato (in realtà rischia l'arresto). Come già accaduto in altri casi, c'è un balletto delle responsabilità, uno scaricabarile tra il proprietario dell'auto investitrice, ritrovata dai vigili urbani dopo qualche ora, e gli amici e parenti che avrebbero potuto averla in uso. Ma facciamo un passo indietro e torniamo alle 3,20 della scorsa notte, alla piccola rotonda dove si intersecano via Machiavelli e via Matteotti, vicino alla Stazione. Edoardo Mattei, figlio dell'avvocato Giandomenico Mattei, impegna la rotonda in sella al suo scooter, forse sta tornando a casa dopo una serata con gli amici. Proprio in quel momento piomba sull'incrocio una potente Audi A6 con targa rumena. Pochi minuti prima, come spieghiamo a parte, c'è stata una "spaccata" in piazza Duomo, non si può ancora escludere che sull'auto ci siano i ladri in fuga. Lo sconto è comunque violentissimo, il giovane viene sbalzato dallo scooter e sbatte la testa sull'asfalto. Il casco lo protegge solo in parte dall'impatto. Il conducente dell'Audi non può non essersene accorto, ma nonostante veda il ragazzo a terra, forse già incosciente, decide di tirare dritto e si dilegua. Nel giro di pochi minuti arriva un'ambulanza della Pubblica Assistenza che si prende cura di Edoardo, arriva una pattuglia della polizia municipale, si raccolgono forse i pezzi persi dall'auto nello scontro, e inizia la caccia al pirata, mentre per Matteo comincia la partita più difficile. Viene stabilizzato al pronto soccorso dell'ospedale, tenuto in osservazione, e all'alba trasferito nel reparto di Rianimazione di Careggi. Oltre alle fratture, ha un brutto edema cerebrale, i medici fiorentini decidono che non si può operare subito, bisogna attendere l'evoluzione del quadro clinico. I genitori sono già al suo capezzale. Edoardo è in coma, non può ascoltare le loro preghiere. Intanto la polizia municipale non perde tempo e alle prime luci del giorno trova l'Audi A6 parcheggiata nella zona della Pietà, a poche centinaia di metri dal luogo dell'incidente. Che sia quella l'auto pirata, secondo i vigili, non c'è alcun dubbio, ci sono ancora i segni dell'incidente. Arrivare al nome del proprietario è relativamente semplice. L'uomo non si è costituito, sarebbe stato però rintracciato e già interrogato al comando di piazza Macelli. Di qui in avanti la ricostruzione si fa più incerta, perché in ballo non c'è solo il proprietario dell'Audi. La polizia municipale ha sentito anche altre persone. Sembra che nessuno voglia assumersi la responsabilità di dire che era alla guida dell'auto. Una cosa però è certa: nessuno ha denunciato il furto della vettura, dunque il colpevole, quantomeno dell'omissione di soccorso, salterà fuori. Nelle 24 ore successive al fatto, in base all'articolo 189 del Codice della strada, rischia anche l'arresto. Il caso ricorda molto da vicino quello accaduto un paio di settimane fa a Collesalvetti, dove un rumeno ha travolto e ucciso un sedicenne senza prestare soccorso. Edoardo Mattei abita in centro insieme ai genitori e ha appena finito di frequentare l'ultimo anno del Liceo scientifico Copernico. Lunedì aveva sostenuto l'ultima prova, quella orale, dell'esame di maturità e si preparava a un'estate di relax dopo una primavera di studio, come tutti i suoi compagni. Invece la passerà in un letto di ospedale, accanto ai genitori che pendono dalle labbra dei medici per sapere se il figlio si salverà.
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