Sicurezza
Pratotrade verso il ritorno a Milano
Maria Lardara
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Pier Luigi Loro Piana imprenditore biellese è il presidente della fiera lombarda Milano Unica Pranzo d'affari tra i pratesi e gli organizzatori della fiera lombarda
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PRATO. L'appetito, anche in affari, vien mangiando. E galeotto fu un pranzo fiorentino a porte chiuse nella seconda giornata di Prima per rilanciare un rinnovato asse Prato-Milano, complice il ritorno di ben 49 espositori pratesi (non tutti associati a Pratotrade) al prossimo appuntamento di Milano Unica. Tra una portata e l'altra di freschi piatti estivi, il direttore e presidente di Milano Unica, Massimo Mosiello e Pier Luigi Loro Piana si sono guardati negli occhi con i big dell'industria tessile pratese: seduti intorno al tavolo Alessandro Benelli, Sandro Ciardi, Luigi Banci, Riccardo Marini e Roberto Rosati del lanificio Fortex. Da una parte ci sono loro, i milanesi. Che rivorrebbero il sigillo di Prato dentro il salone milanese: una più marcata presenza non solo in termini di espositori, ma d'identità di un distretto riconosciuto in tutto il mondo. Dall'altra i pratesi, in testa il presidente di Pratotrade Benelli, che usa il concetto di «sinergie nuove» fra Prima e Milano Unica. «Ci sono produttori pratesi che non vengono a Firenze ma puntano solo su Milano. Se qualche espositore di Milano Unica - fa sapere Benelli - desidera venire a Prima è il benvenuto». E' Sandro Ciardi, vicepresidente di Pratotrade, a spiegare come questa esaltazione della "pratesità" a parole possa tradursi in fatti. «Vediamo come, ma potrebbe essere Pratotrade a tornare a Milano anche senza Prato Expo: ipotesi da valutare per l'edizione di gennaio. Quella dei vertici di Milano Unica c'è parsa una richiesta naturale, visto che 49 pratesi è comunque un numero importante». Fatto salvo il binomio Prima-Pitti Filati, di certo però, anche senza voler per forza riesumare dall'archivio dei ricordi una manifestazione come Prato Expo, le nuove strategie che si delineano suonano come un ritorno al passato. L'importante è restare uniti. Ne è convinto Riccardo Marini, presidente dell'Uip, che sottolinea la necessità di «dare una bandiera e un cappello alle aziende pratesi per dare un riconoscimento nel contesto di Milano Unica». Da Prato a Milano passando per Firenze, il pensiero dei commensali è volato in Cina e alle prossime mosse per aggredire il gigante dagli occhi a mandorla. E' rispuntata di nuovo l'idea della fiera di nicchia sotto l'egida di Milano Unica, già accarezzata dal presidente pratese di Confindustria Marini. Solo che dopo ieri non è più solo un'ipotesi. Nel 2012 gli imprenditori pratesi potrebbero fare le valigie per Pechino e Shanghai: destinazione, una Milano Unica dagli occhi a mandorla. Un salone in Cina organizzato dagli italiani, come Intertextile dai tedeschi e Première Vision dai francesi. «Il mercato cinese - sottolinea Marini - non può più essere disconosciuto. Noi pratesi dobbiamo iniziare a giocare d'attacco. Pensiamo a una fiera di nicchia, nelle stesse date di Intertextile e Première Vision in Cina dove i pratesi comunque non vanno. Dobbiamo riappropriarci dell'italianità sul mercato cinese».
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