Sicurezza
LETTERE E INTERVENTI
Leonardo Foconi
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TRAFFICO Via Roncioni, camera a gas E il Comune non fa niente Via Roncioni, nel tratto che va da via Roma a via Paolo Dell'Abbaco, è una galleria di gas di scarico. L'aria è irrespirabile e provoca allergia con bruciore agli occhi e raschiore alla gola. Questo è dovuto all'inquinamento provocato dal transito ininterrotto di automezzi di ogni genere, senza tregua, di giorno e di notte, dai 30.000 ai 35.000 automezzi. Oltre all'inquinamento atmosferico che è il triplo se non il quadruplo dei parametri consentiti dalla Ue, si aggiunge l'inquinamento acustico. Domanda: cosa fanno i politici che governano la città? I politici sono in dovere, come cosa primaria, di tutelare la salute dei cittadini, se i cittadini sono più sani si risparmia nelle spese sanitarie. Ma questo a loro non interessa. Il 16 giugno 2010, ho presentato un esposto. Siamo a luglio 2011, non ho avuto risposte. Fiorenza Bruna Bettazzi CENTRO RICERCA Non diamo alla Cina gli strumenti per distruggerci Carissimo, signor Bugli (consigliere regionale), non c'è bisogno di scomodare i politici, gli posso rispondere io che faccio il tecnico tessile. La maggior parte della produzione mondiale dei tessuti viene fatta in Cina, a scapito dei lavoratori europei. Prato, è riuscita a "sopravvivere (finora) grazie alla ricerca. Ricerca vuol dire investire in nuovi progetti, provare a tessere filati inimmaginabili, a nobilitare i tessuti con tecniche nuove e all'avanguardia. E' stata l'unica nostra difesa nel corso di "questa crisi" in quanto noi (che ci atteniamo alle regole) abbiamo investito e creato nuovi prodotti. Se a questo ci aggiungiamo che i cinesi (quelli della Cina) sono dei lavoratori tipo macchine (sanno copiare e premere un tasto sul telaio) se gli diamo la possibilità di "avere il prodotto d'avanguardia" gli diamo la possibilità di "uccidere il distretto". Basta vedere quanto è successo nel corso degli ultimi anni, per capire che queste persone sono pericolose. Hanno il monopolio di filati e materie prime, in Italia e in Europa le grandi filature si contano sulle dita di una mano, e avendo in mano l'inizio della filiera fanno il bello (per loro) e cattivo (per noi) tempo. Se gli diamo la possibilità di "fare ricerca" gli diamo la possibilità di sciacciarci come formiche. E poi mi scusi, dovrei fare ricerca io per fare lavorare loro e per aiutare la loro economia? No grazie! Dice che la cosa creerà nuovi posti di lavoro. Magari nell'immediato sì, ma se dovesse andare come dico io tutti i nuovi disoccupati che nascerebbero da questa scelta "bislacca" se li accolle lei? Ricordiamoci che Prato è tradizione e innovazione. Salvaguardiamo il prodotto pratese piuttosto di regalarlo ai cinesi
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