Il Tirreno

Prato

Centro ricerca, firmato l'accordo con la Cina

Bruni di Ilaria Lane a Pitti filati
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Bruni di Ilaria Lane a Pitti filati

Industriali ancora contrari. L'imprenditore Bruni fuori dal coro

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 PRATO. E' stata firmata ieri a Hangzhou dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi l'intesa per la costituzione a Prato di un centro di ricerca comune sul tessile.  E' entrata nel vivo quindi la missione in Cina della Regione Toscana. Il memorandum siglato ad Hangzou dal presidente Rossi e dal governatore dello Zhejiang Lv Zushan vale cinque anni. Ma l'intenzione è quella di accellerare e alcuni progetti, come il corso di alta formazione sanitaria che partirà a novembre in Toscana, sono già in fase avanzata.  Ieri Rossi si è trasferito in treno da Shanghai ad Hangzou: duecento chilometri a bordo di uno dei treni più veloci al mondo. «Viaggiamo a 352 chilometri all'ora e sembra di essere fermi - ha commentato il presidente. «Hanno inaugurato l'anno scorso la nuova linea e già ne stanno costruendo una seconda per treni a lievitazione magnetica». «E' il segno - aggiunge - di quanto questo paese stia investendo sulla ricerca e l'innovazione». E qui sta appunto l'opportunità di stringere nuove e sempre più strette collaborazioni con la Cina: per il centro di ricerca sul tessile a Prato si parla di 20 milioni di euro già disponibili. Nella provincia dello Zhejiang, da dove arriva la gran parte dei cinesi di Prato, c'è molto interesse per il progetto. Oggi ni Rossi ne parlerà direttamente con Wang Gang, il ministro cinese della scienza e tecnologia già incontrato nei mesi scorsi a Firenze e a Roma. Al centro dei colloqui ci saranno proprio le modalità di realizzazione del centro pratese.  E se la Regione è entusiasta dell'accordo firmato ieri a Prato continuano i malumori in particolar modo degli imprenditori tessili. «Speriamo - ha commentato Marini - che nell'accordo abbia tenuto conto di quanto ci siamo detti durante gli incontri. Guardiamo cosa possono offrirci per la ricerca di nuove fibre e per i tessuti tecnici innovativi ma guai a parlare del tessile creativo con cui non collaboriamo con nessuno. Per noi in missione c'è Nicola Bettagli, un esperto di centri di ricerca, vediamo cosa racconterà al ritorno».  E se per gli industriali pratesi è partito con la Regione Bettagli, la città è rappresentata anche da Solitario Nesti del Centro di ricerca Tecnotessile, dal responsabile del laboratorio del Buzzi Giuseppe Bartolini e dal presidente del Creaf Luca Rinfreschi.  Una squadra che dovrà valutare le opportunità offerte dalla Cina e che avrà un compito ingrato dal momento che gli oppositori al progetto, almeno tra gli imprenditori, sembrano essere la maggioranza. Tra le voci fuori dal coro c'è quella di Giampaolo Bruni della manifattura Ilaria Lane che da Pitti filati ha spiegato come il centro sia un'occasione da non perdere. «I nemici - ha commentato - si combattono finché si hanno delle chance ma quando non se ne hanno è bene esserne alleati. Comprendo che l'iniziativa del centro può creare risentimento ma va colta questa possibilità cercando di guardare un po' più lontano consapevoli che la Cina nel medio periodo sarà il nostro mercato di sbocco. Già oggi in Cina possono copiarci e non possiamo far finta che il mercato non sia già globale: non ha senso arroccarsi in difesa come se fossimo nell'Ottocento. Bisogna capire quali sono le possibilità di collaborazione e di scambio con un paese come la Cina. Non possiamo far finta non esista e non stia facendo passi da gigante».

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