Italia
IL CASO
«Assicurazioni timorose, così si frena la ripresa del mercato interno»
Mar.Lar.
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PRATO. E' un cane che si morde la coda. Fuor di metafora, per ogni lanificio che non riesce a incassare dal cliente-confezionista, c'è un confezionista che fa fatica a riscuotere dal suo distributore. Da monte a valle, sembra che ultimamente la filiera tessile italiana faccia più rima con la parola rischio. Una soglia di pericolo tale da vanificare i primi spiragli di risveglio del mercato interno che facevano ben sperare i produttori pratesi di tessuto. Chi lavora con i clienti italiani, infatti, deve mettere in conto una serie di possibili inconvenienti. Agli stand di Linea Tessile Italiana, Furpile e Ultra riecheggia sempre la stessa musica: la difficoltà delle più grosse compagnie assicurative di credito ad assicurare il cliente, in questo caso il confezionista. «Le assicurazioni hanno ristretto i cordoni - afferma Alessandro Benelli di Linea Tessile Italiana -, evidentemente perché ritengono troppo alto il rischio legato al tessile. In questa situazione, o si chiedono pagamenti anticipati o ci accolliamo il rischio direttamente noi committenti». Un gigante di questo settore è Euler Hermes Siac, una delle maggiori compagnie con cui operano i pratesi. «E mi viene riferito dai clienti - prosegue Benelli - che a loro volta abbiano difficoltà a incassare dai negozi». Intanto la folla di visitatori radunati già dalle prime ore di ieri mattina intorno agli stand di Prima conferma il clima di ottimismo che restituisce il sorriso a tanti lanifici pratesi usciti dal tunnel della crisi. Il viavai di visitatori (molti stranieri, provenienti dai diversi paesi d'Europa) non ha dato tregua a Riccardo Marini che fino alle 11 di mattina è stato alle prese una ventina di compratori con la "C" maiuscola, fra cui Versace. «Si ragiona tanto di tempistica ed eventualmente di rivedere le date dell'edizione estiva di Prima ma c'è chi come Versace è pronta a tirare fuori la collezione a novembre e questo è il momento migliore per comprare».
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