Sicurezza
La rilevazione di Brunetta: tra i dipendenti del sindaco Cenni un tasso doppio rispetto a quelli del presidente della Provincia
Asl, si dimezzano le assenze per malattia
Paolo Nencioni
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Meno giorni di malattia per i dipendenti Asl e della ProvinciaOra l'Azienda sanitaria è l'ente pubblico più virtuoso, ma spunta il caso del Comune
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PRATO. I dipendenti dell'Asl stanno molto meglio, rispetto all'anno scorso. L'ironia è fin troppo facile, ma i numeri parlano chiaro: nel mese di maggio le assenze per malattia censite dall'Asl tra i suoi oltre 1.500 dipendenti sono diminuite del 55,56% rispetto al maggio dell'anno scorso. Lo si ricava dalla rilevazione periodica del Ministero per l'Innovazione e la Pubblica amministrazione. Da qualche tempo il ministero tiene sotto controllo la percentuale di assenze per malattia. Non solo delle Aziende sanitarie ma di tutti gli enti pubblici.
Il giro di vite sulle assenze deciso dal ministro Renato Brunetta, che ha reso più rigidi i controlli, ha creato un vespaio di polemiche tra i dipendenti pubblici e nel sindacato, ma evidentemente qualche frutto lo sta dando. Nella rilevazione di maggio, per fare qualche esempio, ci sono Comuni come Tavarnelle Val di Pesa o Certaldo i cui dipendenti hanno diminuito le assenze per malattia rispettivamente del 93% e dell'81%. Cifre inspiegabili dal punto di vista statistico e soprattutto sanitario se non con una precedente gestione che con un eufemismo potremmo chiamare "allegra".
Ma è l'Asl 4 di Prato l'ente più importante dal punto di vista dei dipendenti che fa registrare il calo più vistoso. Se nei piccoli comuni il pensionamento di qualche dipendente in cattive condizioni di salute può far variare di molto la percentuale, all'Asl pratese questo non può accadere. Dunque non resta che dedurre che la stretta sulle assenze ha consigliato di farne meno. Anche perché l'Asl è reduce dalla spinosa vicenda dell'inchiesta sul presunto assenteismo con oltre cento indagati, che però si è conclusa col proscioglimento di quasi tutti.
Non è escluso che anche l'inchiesta della Procura abbia contribuito a far suonare un campanello d'allarme tra i dipendenti. Ma questa è solo una faccia della medaglia. E' vero infatti che le assenze si sono ridotte brutalmente, ma ora si può dire che l'Asl è l'ente pratese più virtuoso tra quelli censiti nella rilevazione di maggio, con un indice di giorni di assenze per malattia procapite dello 0,34. Molto più basso delle Asl di Pisa, Pistoia e Livorno. Se si passa ai dipendenti della Provincia, l'indice sale allo 0,37. Qui, tra i dipendenti della Provincia, le assenze per malattia si sono ridotte del 26,14% rispetto all'anno scorso e sono in assoluto un terzo di quelle fatte dai colleghi di Pistoia.
Va decisamente peggio in Comune, che è tra l'altro in controtendenza: rispetto all'anno scorso le assenze sono aumentate del 4,43% e l'indice procapite è 0,81, più del doppio di quello dell'Asl e della Provincia. Il confronto tra Comune e Provincia è impietoso: stesso tipo di lavoro, doppio delle assenze, bisognerà capire perché. La rilevazione è stata fatta anche nel Comune di Carmignano, dove le assenze si sono ridotte del 6,25% e l'indice procapite è di 0,63.
Il giro di vite sulle assenze deciso dal ministro Renato Brunetta, che ha reso più rigidi i controlli, ha creato un vespaio di polemiche tra i dipendenti pubblici e nel sindacato, ma evidentemente qualche frutto lo sta dando. Nella rilevazione di maggio, per fare qualche esempio, ci sono Comuni come Tavarnelle Val di Pesa o Certaldo i cui dipendenti hanno diminuito le assenze per malattia rispettivamente del 93% e dell'81%. Cifre inspiegabili dal punto di vista statistico e soprattutto sanitario se non con una precedente gestione che con un eufemismo potremmo chiamare "allegra".
Ma è l'Asl 4 di Prato l'ente più importante dal punto di vista dei dipendenti che fa registrare il calo più vistoso. Se nei piccoli comuni il pensionamento di qualche dipendente in cattive condizioni di salute può far variare di molto la percentuale, all'Asl pratese questo non può accadere. Dunque non resta che dedurre che la stretta sulle assenze ha consigliato di farne meno. Anche perché l'Asl è reduce dalla spinosa vicenda dell'inchiesta sul presunto assenteismo con oltre cento indagati, che però si è conclusa col proscioglimento di quasi tutti.
Non è escluso che anche l'inchiesta della Procura abbia contribuito a far suonare un campanello d'allarme tra i dipendenti. Ma questa è solo una faccia della medaglia. E' vero infatti che le assenze si sono ridotte brutalmente, ma ora si può dire che l'Asl è l'ente pratese più virtuoso tra quelli censiti nella rilevazione di maggio, con un indice di giorni di assenze per malattia procapite dello 0,34. Molto più basso delle Asl di Pisa, Pistoia e Livorno. Se si passa ai dipendenti della Provincia, l'indice sale allo 0,37. Qui, tra i dipendenti della Provincia, le assenze per malattia si sono ridotte del 26,14% rispetto all'anno scorso e sono in assoluto un terzo di quelle fatte dai colleghi di Pistoia.
Va decisamente peggio in Comune, che è tra l'altro in controtendenza: rispetto all'anno scorso le assenze sono aumentate del 4,43% e l'indice procapite è 0,81, più del doppio di quello dell'Asl e della Provincia. Il confronto tra Comune e Provincia è impietoso: stesso tipo di lavoro, doppio delle assenze, bisognerà capire perché. La rilevazione è stata fatta anche nel Comune di Carmignano, dove le assenze si sono ridotte del 6,25% e l'indice procapite è di 0,63.
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