Il Tirreno

Prato

IL CONSORZIO

Menchi si dimette dal consiglio «Siamo troppo individualisti»

Ma. La.
Anche i grandi clienti tornano a scegliere le aziende del distretto
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Anche i grandi clienti tornano a scegliere le aziende del distretto

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 FIRENZE. La sua confessione suona come un atto di onestà intellettuale. Perché lui, su quella barca che si tiene a galla con difficoltà, ha scelto di non starci. «Mi sono dimesso 15 giorni fa dal consiglio direttivo di Pratotrade di cui ero membro. C'ero da 8 anni. E se in 8 anni non sono stato in grado di dare linfa al consorzio, meglio uscire di scena». Chi parla è Massimo Menchi, numero uno della Menchi Tessuti. «A Prato siamo degli inguaribili individualisti. Sarebbe stato il momento di unire le forze e non di correre da soli - fa notare Massimo Menchi che, diversamente da altri colleghi, non farà Milano Unica -. Una fiera ha bisogno di tempo per decollare, cosa che sarebbe successa se tutti i 50 soci di Pratotrade avessero aderito: questa di Prima, in fin dei conti, è la terza edizione se consideriamo che le collezioni invernali sono il nostro cavallo di battaglia». La riorganizzazione del consorzio che sarà riportato nell'alveo naturale dell'Unione lascia l'amaro in bocca all'imprenditore. «Pratotrade poteva godere un ulteriore impulso, non un ridimensionamento. Di idee in questi anni ne sono nate, è mancata la volontà di concretizzarle. A Prato si sta perdendo un'opportunità». Chi difende con le unghie e con i denti una manifestazione in cui credere sono il presidente e il vice di Pratotrade, Alessandro Benelli e Sandro Ciardi: anche loro suonano la carica dei 38 marchi presenti a Prima, con gli stand di Linea Tessile Italiana e Ultra. La poderosa sforbiciata al numero degli espositori rispetto alla tornata estiva 2010 è innegabile. Qualche notizia buona giunge dalla Regione che ha reintegrato in parte i contributi al Consorzio. «Li ringrazio per aver raccolto le nostre lamentele - sottolinea Benelli -. Queste risorse ci serviranno per mantenere in piedi la fiera e i progetti di internazionalizzazione. Se tutto va bene, a gennaio torneremo a Première Vision».  Passata l'estate, Pratotrade si lancerà in un'azione di marketing per attrarre un maggior numero di espositori a Prima. «Insieme al vicepresidente Ciardi - annuncia Benelli - visiteremo le aziende per riportarle nella nostra squadra». Mentre anche Mario Maselli con la sua Emmetex si accinge a ritornare a Milano Unica il prossimo settembre, Ciardi di Ultra sembra escludere un possibile remake di Prato Expo a Milano. «Se il numero dei soci che scelgono Milano è destinato ad aumentare dovremo certo ripensare le nostre strategie. Occorre certamente un rilancio di Prima: se c'è una data da rivedere è forse quella di gennaio che si colloca troppo a ridosso delle altre fiere. Andrebbe magari anticipata, ma ciò significherebbe snaturare il legame con Pitti Filati che comunque per noi è fondamentale». Dal canto suo Riccardo Marini, presidente dell'Uip, mette in guardia. «Sbagliato chiudersi nel proprio guscio. Se siamo a Prima è perché crediamo alla nostra identità di imprenditori pratesi. Ben sapendo però che sotto una soglia di 40 espositori non si può scendere...»

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