Il dolore
Istituito il testamento biologico
A Poggio a Caiano un registro sul "fine vita"
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POGGIO A CAIANO. Poggio a Caiano ha un registro comunale delle dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari. Più in sintesi ha un registro per il testamento biologico. Il primo della provincia di Prato. L'istituzione è passata lunedì sera in consiglio comunale con i voti contrari di Pdl e Udc. Il Pd è restato compatto, compreso il super cattolico sindaco Marco Martini che ha alzato la mano e votato si come tutto il resto della maggioranza dove siede anche Sinistra e libertà, Fds e Idv. Ed è proprio alla questione religiosa che si è attaccata Cristina Attucci (Pdl), unica consigliera d'opposizione presente insieme a Massimo Conti (Udc), per criticare l'iniziativa. «Mi chiedo come un sindaco cattolico possa istituire un registro di fine vita - afferma la Attucci - sate prendendo in giro i cittadini perché non c'è una normativa nazionale e quindi nessuna si prenderà la responsabilità di staccare, eventualmente, i macchinari o di interrompere le terapie. Tra l'altro le istanze portate avanti dal Pd sembrano avere la precedenza su quelle di altri cittadini. Siete stati velocissimi. C'è gente che attende una risposta da anni». L'istituzione del registro nasce da un'iniziativa popolare. A norma dell'articolo sette dello statuto, almeno trecento cittadini possono presentare una proposta di legge al Consiglio. In questo caso lo hanno fatto in trecentosessantuno, di ogni età e colore politico, ma appoggiati dal Partito democratico. Ribatte il sindaco: «E' la prima volta che i cittadini seguono la strada indicata dall'articolo 7 dello statuto per cui non so Attucci a cosa si riferisca quando dice che le altre istanze dei cittadini non sono state considerate. Parla di velocità, ma forse non sa che sempre in base a quell'articolo avremmo dovuto portare la questione in Consiglio entro trenta giorni e invece ci abbiamo impiegato nove mesi. E il fine vita non c'entra niente. Volete far apparire ciò che non è». Martini si difende anche dagli attacchi sul suo credo: «Sono orgoglioso di essere cattolico, ma rispetto la laicità dello Stato e delle istituzioni. Volete strumentalizzare un aspetto che non mi tocca. Per me è importante tutelare la volontà del singolo». Il registro sarà reso operativo da una delibera di giunta, attesa per i prossimi giorni. A quel punto ciascun cittadino se lo vorrà, potrà depositare in Comune le proprie volontà sui trattamenti sanitari che desidera o meno ricevere nel malagurato caso, un giorno, non sia più capace di scegliere. Indicherà anche chi sono i propri fiduciari. Contrario Massimo Conti dell'Udc che teme una pericolosa vicinanza con l'eutanasia. «Questo è un atto politico e non un servizio al cittadino. E' solo un modo per forzare la mano al Parlamento». E.B.
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