Finanza
A Viaccia uno spicchio di Baviera
Barbara Burzi
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Davide Bartolotti e Roberto Franchi Dalle rocche di filato escono le birre Due artigiani producono birra col marchio "Fermento libero"
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PRATO. Per completare l'opera manca solo l'etichetta sulle bottiglie. Nel giro di poco tempo, le prime birre prodotte da Davide Bartolotti e Roberto Franchi saranno già in distribuzione. I due artigiani birrai provengono entrambi dal tessile. Anziché continuare a investire in un settore che considerano senza sbocchi, hanno deciso di cavalcare l'onda del movimento della birra artigianale. «L'idea nasce dalla voglia di cercare un'alternativa», racconta Davide Bartolotti, titolare dell'Incorsatura Bartoletti, un'attività che nella filiera produttiva precede la fase della tessitura, con il compito di seguire tutte le fasi di lavorazione che portano al tessuto greggio. «Purtroppo - continua - anche se adesso un po' di lavoro è ripreso, la situazione del settore non è semplice: le tariffe sono troppo basse». Se pensa al suo futuro, Bartolotti, non è nell'azienda di famiglia che si vede, nonostante l'abbia rilevata dal padre, il quale l'aveva fondata nel 1963 come tessitura. «Non ci sarà una terza generazione - afferma - tuttavia, è mia intenzione cercare di mandare avanti l'impresa il più possibile per le persone che ci lavorano e le loro famiglie. Nel frattempo però vorrei investire anche in qualcos'altro...». Mosso dalla passione personale per la bevanda al luppolo, insieme al cugino, titolare a sua volta di una tessitura, gli è venuto in mente di inventarsi iniziando a produrre birra in casa. «Cominciò tutto per scherzo - racconta - finché stuzzicati dall'idea che potesse funzionare davvero, un giorno decidemmo di andare a visitare un produttore, nella zona di Parma, dove acquistammo il nostro attuale impianto di fermentazione». Due soci, un progetto, e un investimento da 20mila euro: «Per cominciare è sufficiente - spiega - facevamo le prove nel garage di casa; inizialmente da autodidatti, poi decisi di frequentare un corso al Cerb, il centro di eccellenza per la ricerca sulla birra presso l'Università di Perugia». Dalle parole ai fatti il passo è stato breve per Davide e Roberto che da qualche mese, in via Valdingole (zona Viaccia) hanno dato il via a una linea di prodotti targata "Fermento libero" prodotta dal birrificio "Angel". «Le ricette sono tutte nostre - assicura - produciamo bionde, (amare e dolci), rosse e nere fruttate, una nostra specialità al gusto di pompelmo, per veri amatori». La scelta del nome di impresa è un omaggio dei due soci al padre di Davide, Angelo, venuto a mancare un anno e mezzo fa prima di poter vedere portare a termine un progetto nel quale anche lui credeva moltissimo. «Da giovane di soprannome lo chiamavano Fermento per via del suo spirito libero e del suo temperamento brillante - spiega il figlio - abbiamo ritenuto che fosse indicato anche per la nostra prima linea di birre».
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