Il Tirreno

Prato

Tre imprenditori entrano in Tv Prato

Ilenia Reali
L’imprenditore Andrea Cavicchi già vice presidente dell’Unione industriale, titolare della Furpile ed editore di NotiziediPrato ha acquistato il 13,3 per cento
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L’imprenditore Andrea Cavicchi già vice presidente dell’Unione industriale, titolare della Furpile ed editore di NotiziediPrato ha acquistato il 13,3 per cento

Cavicchi, Duradoni e Ranaldo entrano in società con la Diocesi e la Cap

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PRATO. Tv Prato si rinnova. E lo fa aprendosi alla città. O meglio. Lo fa aprendo la sua compagine societaria a una parte importante del distretto: gli imprenditori.  La televisione locale, da sempre in mano alla Diocesi, ha aumentato il capitale sociale di 250.000 euro e a sottoscrivere le quote sono stati oltre alla finanziaria che fa capo alla chiesa pratese (la Ope-Fin) che ne mantiene il controllo con il 59%, gli imprenditori pratesi Andrea Cavicchi, Angelo Ranaldo e Marco Duradoni complessivamente con il 40% e la Cap, già socia, con l'1%.  Rimane alla guida della televisione locale, che ha la propria sede in via Roma, il giornalista e portavoce della diocesi Gianni Rossi come presidente del consiglio di amministrazione e direttore.  Per Andrea Cavicchi, socio dell'azienda tessile Furpile ed ex vice presidente dell'Unione industriale pratese, l'ingresso a Tv Prato è una conferma del suo interesse per la comunicazione dal momento che da qualche mese è anche editore del sito di informazione su internet Notizie di Prato. Duradoni non ha bisogno di presentazioni: di comunicazione, e non solo, è uno dei maggiori esperti del distretto. Sua è la General Video che si occupa di produzione e distribuzione di dvd, è socio di diverse società di produzione e distribuzione cinematografica (tra cui la Fandango) e anche della Cecchi Gori Home Video in cui recentemente è entrata anche la De Agostini. Ranaldo è alla sua prima esperienza nel settore ma nel distretto è conosciuto per le sue imprese tessili (tra cui il lanificio Pointex) che tra Prato e Campi contano oltre 100 dipendenti.  Tre imprenditori con diverse opinioni politiche, accomunati per la loro vicinanza alla diocesi, ma soprattutto tre persone che da sempre hanno saputo dire qualcosa alla città distinguendosi per la partecipazione propositiva alla vita del distretto.  E proprio dalla voglia di un confronto sempre più serrato con le varie realtà cittadine, oltre ad alcune difficoltà nella gestione (una televisione rappresenta oggi un costo importante) e dall'imminente passaggio al digitale, da tempo la diocesi stava lavorando a questo progetto di rinnovamento che mirava a portare risorse e idee nuove all'interno dell'emittente locale. Un cambiamento tra l'altro già cominciato anche nel palinsesto che negli ultimi mesi ha visto il lancio di due programmi nuovi come "W la mamma" e "Sfida ai fornelli" premiati dai telespettatori.  «Vogliamo - ha spiegato il direttore Gianni Rossi - aprire ancora di più la televisione alla città con nuove persone, nuovi programmi e nuove sfide. Con più spazio per l'approfondimento e più forza per affrontare la sfida del digitale. Per noi aver raggiunto questo accordo con gli imprenditori è fonte di grande soddisfazione e il raggiungimento di un obiettivo a cui abbiamo lavorato con impegno».

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