Il Tirreno

Prato

Il Comune boccia il bilancio Consiag

Giovanni Ciattini
La sede del Consiag in via Panziera
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La sede del Consiag in via Panziera

Il voto contrario, nonostante 2 milioni di utili, fa infuriare gli altri soci

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 PRATO. Appare ormai insanabile lo strappo che separa il Comune di Prato dagli altri comuni soci di Consiag. La guerra, avviata due anni fa con l'elezione alla presidenza di Paolo Abati, sostenuto dai comuni del centrosinistra ma chiaramente non gradito dalla maggioranza di centrodestra che governa Prato che decise di non essere rappresentata all'interno del cda, si sta infiammando sempre più nonostante in questo periodo si siano cercate, invano, "vie diplomatiche" per trovare un accordo. Ieri mattina l'ultimo capitolo di questa guerra.  L'assemblea ordinaria di Consiag riunitasi per l'approvazione del bilancio 2010 è stata l'occasione per un altro scontro muro contro muro fra il Comune di Prato, rappresentato dall'assessore al Bilancio Adriano Ballerini, e dai rappresentanti dei comuni soci. Alla fine il bilancio, che ha prodotto un utile netto in aumento del 27% rispetto al 2009 e oltre 5 milioni di euro di utili (il più elevato in assoluto negli ultimi dieci anni), è stato approvato da tutti i comuni con l'esclusione di Prato che ha votato contro («un voto incomprensibile, contraddittorio, destabilizzante» hanno commentato gli altri soci).  Perché il voto contrario. La motivazione, a detta dai sindaci che nel pomeriggio hanno tenuto una conferenza stampa, è stata ritenuta pretestuosa. L'assessore Ballerini ha spiegato il voto contrario ritenendo «insufficienti le informazioni che il suo Comune ha ricevuto dalle società Consiag e Estra, accusando il cda di Consiag di non consentire allo stesso Comune di verificare le strategie delle aziende». «E' incredibile aver addotto una giustificazione simile - ha commentato il sindaco di Sesto Fiorentino, Gianni Gianassi - visto che non c'è stato tutto il tempo possibile e, naturalmente, la massima disponibilità di presidente e tecnici a fornire tutti i chiarimenti necessari». Un'altra obiezione è stato il mancato pagamento degli utili degli ultimi anni. «E' vero - risponde Gianassi - ma tutti dobbiamo avere da Consiag, ma dobbiamo anche pagare per i servizi ricevuti. A me risulta che il Comune di Prato deve ricevere tre milioni di utili arretrati ma ne deve anche corrispondere cinque. Trovo comunque sorprendente votare contro un bilancio che porta 2 milioni di utili nelle casse comunali».  La gara per la distribuzione del gas. L'assessore Ballerini, come già aveva preannunciato il sindaco Cenni lo scorso sabato, ha confermato la volontà del Comune di Prato di portare in fondo la gara per l'affidamento del servizio di distribuzione gas nel suo territorio (la proprietà della rete è di Estrareti). Un comportamento criticato da tutti i comuni soci di Consiag in quanto lo ritengono non solo controproducente per gli interessi stessi dell'azienda, ma anche molto rischioso in quanto potrebbe avere pericolose ripercussioni sull'approvvigionamento del gas nei rispettivi territori. «Negli ultimi mesi - si legge nella lettera sottoscritta da tutti i sindaci - abbiamo lavorato tutti ad un protocollo d'intesa per tracciare le future linee di azione della società e delle sue partecipate, allo scopo di rafforzarne la presenza nei settori strategici dell'energia, del gas, del ciclo dell'acqua, dell'igiene urbana, delle telecomunicazione, in generale, di tutti i servizi pubblici. Lo spirito trainante di questo accordo derivava dall'affermata necessità di crescere e diventare un player che potesse essere il centro di un'aggregazione di società multiutility su base regionale per poter vincere le sfide della concorrenza». Senza contare che Estra punta ad entrare in Borsa nel 2012.  Se il Comune di Prato, socio col 37,8%, avesse condiviso questa strategia l'assemblea avrebbe accettato di cedere la presenza a Prato e anche di mettere a disposizione un posto nel consiglio di Estra. Ma Prato, viene detto, si è sempre rifiutata. Non solo: con la decisione di mettere a gara la distribuzione del gas nel proprio territorio ha elevato il livello di scontro. «Ritenevamo che fosse un ulteriore sistema di pressione - spiega Gianassi - in realtà hanno voluto intraprendere una strada che non crediamo faccia davvero il bene dell'azienda di cui sono soci. Un atto che ha rotto il principio di solidarietà scritto fin dal 1995 da tutti i Comuni soci di Consiag. Un patto per costruire sin dall'origine un impianto di distribuzione del gas unico e non separabile». Molti i rischi paventati: «la divisione produrrebbe effetti negativi, sul fronte delle tariffe, della sicurezza agli utenti e sulla potenziale riduzione della remunerazione, diretta e/o indiretta per i restanti soci».  Nei confronti della delibera che ha deciso la gara i comuni soci e il Consiag hanno presentato una richiesta di sospensiva al Tar che sarà discussa il prossimo 13 luglio. Borchi presidente Ato dell'acqua. La buona volontà a trovare un accordo i sindaci del centrosinistra l'hanno dimostrata, affermano, nell'eleggere il vicesindaco Goffredo Borchi, centrodestra, a presidente dell'Ato acqua. Un gesto di distensione, a quanto pare, non ripagato con altrettanto fairplay.  I numeri. Consiag, dal 201 al 2010, ha distribuiti ai propri soci dividendi per 25,7 milioni di euro, aumentando il patrimonio netto di 83,9 milioni di euro, passando dai 121,1 a 205 milioni ed erogando sponsorizzazioni per 3,1 milioni di euro». Nel corso dell'assemblea sono stati anche comunicati ai soci gli importi dei canoni a beneficio dei 16 comuni di cui Consiag gestisce la rete di distribuzione del gas metano.  Utili preziosi. Tutti i sindaci, a partire da Mauro Lorenzini sindaco di Montemurlo, hanno sottolineato l'importanza degli utili prodotti da Consiag per far quadrare i conti dei bilanci comunali messi a dura prova dai ripetuti tagli governativi. «Grazie a questi soldi - ha detto Lorenzini - riusciamo a garantire servizi ai cittadini altrimenti quasi impraticabili». In 10 anni Montemurlo ha incamerato un milione mezzo di utili.  Questione ex Banci. Anche il futuro del Banci, immobile di proprietà del Consiag, era oggetto della trattativa ma il Comune di Prato, viene rimarcato, non ha mai voluto pronunciarsi in merito.

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