Attenzione
"Abiti" per verdure, carne e gelati
Alessandro Pattume
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LInterpak, accanto Claudio Ciolini coi dipendenti L'Interpak è un felice esempio di alternativa all'industria tessile
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MONTEMURLO. Ogni alimento ha bisogno di un involucro per essere conservato, trasportato e poi venduto, al supermercato come nei piccoli negozi. Si chiama "packaging" e se per alcuni è un'arte, per altri è soprattutto una tecnologia al servizio delle esigenze del mercato. Così almeno è per la Interpak di Montemurlo, azienda che in questo settore è leader in Toscana. I sacchetti per la verdura fresca del supermercato e la carta in cui si conserva il prosciutto, ma anche buste, scatole e scatoline per l'imballaggio in generale. La Interpack di Claudio Ciolini, nata nel 1993, si è spostata lo scorso autunno in via Parugiano di sotto per far fronte alle esigenze di un mercato che nonostante la crisi non cessa di fornire opportunità. Una delle tante anomalie vincenti della zona industriale montemurlese, storicamente votata al tessile. Con sedici dipendenti e oltre quattromila clienti tra cui anche Coop e Conad, la Interpak lavora adesso per crescere ancora puntando sul gelato. «Su dieci nuove attività che aprono, in media sei sono gelaterie - conferma il titolare Claudio Ciolini - così noi ci siamo buttati sui contenitori per il trasporto del gelato. Li facciamo fare a Battipaglia su stampi e materiali nostri e da lì li portiamo in tutta Italia». Se qualcuno si chiedesse poi come sia nata un'azienda di servizi nel bel mezzo del cuore tessile pratese, la risposta è semplice. «Mio padre faceva il tessitore e mi ha sempre sconsigliato il tessile - racconta il pratese Ciolini - così mi son guardato intorno e nel 1993, da una costola di un'altra azienda dello stesso settore, è nata la Interpak». Insomma, il tessile c'entra sempre, anche se solo come sprone a cambiare proprio campo. La Interpak fa poi parte di "Pool Pack", un gruppo industriale con sede a Sabbione dell'Emilia, che è a sua volta uno dei leader nazionali nella produzione e distribuzione di imballaggi alimentari. «Al supermercato il rotolo di buste di plastica che servono per la verdura e la frutta sono nostri prodotti - spiega Ciolini - li facciamo produrre in Tunisia perchè in Italia è impossibile produrli con un rapporto tra costo e ricavato decente e la Interpak li distribuisce poi in Toscana e Umbria: Abbiamo dovuto far così di fronte alla crisi». Già, perchè ogni negozio di alimentari che chiude è come una coltellata al bilancio. «E ne sono chiusi molti, piccoli e grandi, basta vedere cosa è successo a Montemurlo, senza considerare tutte le difficoltà nella riscossione dei pagamenti che si possono incontrare in un periodo come questo - conclude il titolare della Interpak - comunque, nonostante non sia ancora fuori dal tunnel, la situazione sembra migliorare. E noi stiamo lavorando duramente per crescere ancora».
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