Il Tirreno

Prato

Sulle tracce del padre militare disperso in guerra

Luana Cecchi
Sulle tracce del padre militare disperso in guerra

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PRATO. «Vado in Russia per poter raccogliere una manciata di terra, metterla in un'urna, per lasciare un ricordo ai miei figli e ai nipoti e dire loro: questa è la terra dove è morto ed è stato sepolto vostro nonno». «E' il sogno che ho inseguito per tanti anni - spiega Giorgio Lavorini - Sono nato a Massa e Cozzile (Pistoia) nel 1941, non ricordo mio padre, Armando, perché avevo solo undici mesi quando fu richiamato alle armi, anche lui era nato a Massa e Cozzile, il 24 maggio del 1910. Mio padre fu assegnato col grado di sergente, al 54º Fanteria "Sforzesca" di Novara, nel 1º battaglione della 4º Compagnia, partì per il fronte russo il 24 giugno 1942, fu dichiarato "disperso" nei fatti d'armi di Simowskij il 12 agosto 1942». Giorgio Lavorini parteciperà al viaggio che l'Associazione nazionale bersaglieri ha organizzato un viaggio in Russia dal 23 al 31 agosto. La meta: San Pietroburgo - Mosca - Volgograd (Stalingrado) e Serafimovich, con momenti commemorativi sui luoghi degli scontri, la visita al cimitero militare del 3º e 6º Reggimento Bersaglieri, dismesso nel dicembre del 1991 con il rimpatrio delle singole spoglie mortali e la visita ad alcuni villaggi lungo il Don, fra i quali anche Sismoskj dove sono state segnalate delle fosse comuni.

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