Il Tirreno

Prato

Pulizia dei tombini, si cambia

Una delle strade allagate venerdì
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Una delle strade allagate venerdì

Il Comune divorzierà da Publiacqua per affidare il servizio ad Asm

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 PRATO. E' deciso: prima delle vacanze, quindi prima di agosto, il vicesindaco con delega all'Ambiente Goffredo Borchi, avvierà l'iter per riaffidare la pulitura delle cosiddette caditoie, ovvero dei 45mila tombini di Prato, che troppo frequentemente, a suo giudizio, si riempiono di sporcizia e non riescono più a far defluire l'acqua. Un problema serio per una buona fetta di cittadini pratesi.  Come si è ben visto venerdì con la città allagata in pochi minuti. Nel caso di acquazzoni violenti, come è capitato due giorni fa, ma anche meno intensi, le strade si allagano immediatamente, nel migliore dei casi, altrimenti sono gli scantinati a riempirsi di un metro d'acqua e se qualcuno ha la sfortuna di vivere al piano terreno, l'acqua se la trova in camera da letto.  E' accaduto l'altro giorno ma non è la prima volta. Anche se i disagi maggiori hanno colpito l'area a nord della città e Figline.  Il divorzio da Publiacqua, quindi, è deciso. «Si tratta - spiega Borchi - di un'assunzione di responsabilità. Sarebbe più facile dire che la pulizia dei tombini non dipende dal Comune e girare la questione a chi di dovere. Ma a me non sembra giusto. Le risposte, se ci sono, bisogna darle».  E in questo caso - grazie al risultato referendario che ha ripristinato le gestioni "in house" - potrebbero anche non essere né troppo difficili né troppo lunghe.  Il servizio oggi è gestito da Publiacqua, «azienda - spiega Borchi - che per un milione e 200mila euro che finiscono sulle bollette degli utenti deve pulire 250mila tombini, tutti quelli dell'area Ato medio Valdarno». Prato "pesa" per un 16-17% con le sue 45mila caditoie che però, ugualmente, vengono ripulite non più di una volta l'anno. «In alcune zone con caratteristiche particolari - aggiunge il vicesindaco - un numero molto alto di residenti o la presenza di alberi, la pulizia avviene due volte l'anno». Comunque insufficiente, secondo Borchi. Che ha tutta l'intenzione di passare il servizio alla partecipata del Comune, Asm - gestione "in house", appunto - che ha già il compito di spazzare il piano delle strade. «Da sempre giudico illogico - ragiona Borchi - l'aver affidato la cura della parte superiore di una strada a un'azienda e quella inferiore a un'altra. Riunificando il servizio e incaricandone un'azienda di proprietà del Comune credo in una maggiore efficienza ma anche in una capacità di controllo più accurata».  Per Borchi non si tratta di cercare risparmi «che non ci saranno passando il servizio ad Asm - dice - ma una più alta qualità del servizio».  Borchi, in qualità di presidente dell'Ato acqua del Medio Valdarno, porterà la questione davanti al consiglio di amministrazione. «E se mi seguiranno ho intenzione di affrontarla in assemblea - conclude - prima dell'inizio delle vacanze». C.O.

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