Il Tirreno

Prato

Dibattito a Maliseti, realizzarlo al Creaf piace a Potenza di Rete Imprese e a Marigolli segretario Cgil

Centro di ricerca, dai cinesi 20 milioni

Il Centro di ricerca e alta formazione di via Galcianese
◗
Il Centro di ricerca e alta formazione di via Galcianese

Bugli alla Festa Pd: «La destra ci spieghi perché Prato dovrebbe perderli»

3 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. L'accordo è per ora solo un'ipotesi, ma prevede un cospicuo investimento: 20 milioni di euro. E' la cifra che il governo cinese sarebbe disponibile ad investire sul centro di ricerca e di alta formazione da realizzare in Toscana. Un "patto" che il presidente della Regione Enrico Rossi andrà a firmare già domani nel Paese di mezzo.  Lo attende la sottoscrizione di un protocollo d'intesa all'interno del quale saranno probabilmente esplicitati i contenuti che il centro di ricerca dovrà avere, almeno per ciò che attiene il partner cinese. Si sa comunque che l'intersse è diretto verso i tessuti tecnici e la ricerca di nuove fibre. Di centro di ricerca sino-toscano, ma soprattutto della possibilità che il luogo prescelto per l'alta formazione tessile sia Prato e in particolare il contenitore del Creaf, se ne è parlato l'altra sera alla Festa democratica, in corso ai giardini di Narnali-Maliseti, dove invitati a salire sul palco sono stati rappresentanti del mondo economico e delle istituzioni. Un dibattito a più voci, coordinato da Matteo Giachi della segreteria provinciale Pd. «Mi rendo disponibile a organizzare un confronto su questo tema a Prato, invitando realtà del territorio che possano raccontare la loro esperienza di successo nel campo dell'innovazione - ha annunciato Vittorio Bugli, capogruppo del Pd in consiglio regionale - in quell'occasione, vorrei che il centrodestra spiegasse le ragioni della sua avversità nei confronti di questa iniziativa che porterebbe a Prato 20 milioni di euro in un momento in cui le risorse pubbliche sono vicine a zero». La proposta ha incontrato il favore di Anselmo Potenza, che in rappresentanza di Rete Imprese Prato ha affermato di «voler entrare nel merito della cosa. Per quanto ci riguarda, siamo pronti ad aprire un confronto fin da domani per capire in che modo il progetto di Rossi possa rappresentare un'opportunità per Prato». Sulla stessa linea Manuele Marigolli, segretario generale Cgil: «Vedo in questo progetto una grande opportunità per il territorio - ha detto - non lasciamocela sfuggire». Tuttavia, il direttore del Creaf Luca Rinfreschi ha puntualizzato che «l'idea è sempre stata quella di non fermarsi all'economia tessile: il centro di ricerca dovrà avere un respiro più ampio e favorire attraverso il trasferimento tecnologico la diversificazione delle imprese del territorio». Dal canto suo, il presidente della Provincia Lamberto Gestri non ha nascosto il fatto che il Creaf si trova al centro di una polemica proprio a causa dei ritardi nel passare a una fase operativa. «Se vogliamo che il centro svolga le funzioni in cui speriamo - ha detto - dobbiamo dimostrare a chi finora è sempre stato critico e vede in questa struttura soltanto un'operazione immobiliare, che è una carta su cui scommettere per il futuro». Come? «Dimostrando che la politica è pronta a fare un passo indietro - ha proseguito - sarà nostro compito dare gli indirizzi e lasciare che qualcun altro si occupi di selezionare le aziende». Tra i compiti che il centro deve darsi, secondo Emiliano Citarella, capogruppo Pd in Provincia, c'è quello di creare nuova occupazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze