Il Tirreno

Prato

Mezz'ora di superpioggia, città ko

A destra, una strada di Figline che sembra un fiume; passaggio di auto in via Mozza sul Gorone; un’azienda tessile di via Bologna cerca di correre ai ripari
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A destra, una strada di Figline che sembra un fiume; passaggio di auto in via Mozza sul Gorone; un’azienda tessile di via Bologna cerca di correre ai ripari

A Figline un fiume di fango. Borchi: «Ora si cambia sulla manutenzione»

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 PRATO. Sono le 13.30, nelle alte valli piove da due ore, ma niente di paragonabile a quello che si sta per abbattere a Prato. In quindici minuti un nubifragio concentrato, l'ormai famigerata "bomba d'acqua", deposita 22 millimetri di pioggia e, complice il vento forte, manda in caos la parte nord della città. Saltano i tombini, ma salta anche il contratto di servizio sulla manutenzione fra Publiacqua e Comune.  Sì, la giunta Cenni per voce del vice-sindaco Goffredo Borchi - in veste soprattutto di presidente di Ato - ha intenzione a breve di convocare un consiglio d'amministrazione del consorzio per imboccare la via d'uscita della convenzione con la società idrica. Un divorzio ormai scritto, ma affatto facile da ottenere. «Prima delle vacanze estive convocherò i vertici di Publiacqua per separarci dal servizio di pulitura delle caditoie in modo tale da riassegnarlo, a partire dal prossimo anno, ai Comuni» annuncia seppure incerto sull'esito della pratica. Servirà il sostegno anche delle città più piccole per dare il placet all'Ato per poter divorziare. La politica, però, svolge principalmente una funzione di cuscinetto verso l'insofferenza della gente di fronte all'ennesimo acquazzone con danni ingenti. Il bilancio del pomeriggio di interventi è considerevole. Le cinque squadre dei vigili del fuoco impegnate compiono - sotto il coordinamento dell'ingegner Senatore - 52 interventi a fronte di un centinaio di telefonate al centralino accumulate in appena un'ora. Trenta sono i garage e gli scantinati sgomberati con mezzo metro d'acqua all'interno e danni ancora da stimare alle suppellettili. Le zone più colpite sono via Bologna, via Brenta, via monte sul Gorone, via Paolieri. Santa Lucia allagata, Figline vittima di una frana di ghiaia e sassi. È proprio qui che - la paura e lo spavento iniziali lasciano il posto allo sgomento e alla rabbia. «L'acquazzone ha causato un fiume di fango fin sopra la scuola primaria Italo Calvino - scrivono in una lettera al Tirreno, Luciana e Bianca Tacconi -. Già nell'ottobre dello scorso anno avevamo inviato al sindaco, all'assessore Caverni e al presidente della Circoscrizione Prato Nord una informativa sul dissesto idrogeologico". "Addirittura nel parcheggio alla fine del paese i fanghi ed i detriti di oggi si sono aggiunti a quelli che ad ottobre l'amministrazione aveva ben pernsato di lasciare, forse a futura memoria». A loro risponde l'assessore Dante Mondanelli: «I tecnici sono andati sul posto e verranno approntate delle soluzioni in tempi ragionevoli, ma - aggiunge con fare pragmatico - il territorio è fragile e bisognerà abituarsi ad avere un minimo di disagio».  Un gruppo di bambini del 4º circolo didattico è stato salvato dalla protezione civile, mentre - durante un'escursione a Fultugnano - stava per essere sopraffatto dalla bufera. Carlandrea Adam Poli GUARDA SUL SITO WEB LA GALLERIA DELLE FOTO

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