Il dolore
E' allarme abbandono scolastico
Ba. Bu.
Il fenomeno torna di attualità dopo i fatti di via Andrea da Quarata
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PRATO. Dispersione scolastica, è allarme. A lanciarlo è la vicepresidente della provincia di Prato con delega all'Istruzione, anche alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno fatto emergere un caso di presunta pedofilia, dietro il quale potrebbe nascondersi una rete di ragazzini che offrono prestazioni sessuali in cambio di soldi e regali. «Nella nostra provincia la percentuale di abbandono è del 20% - dice - significa che su cento studenti, venti hanno abbandonato gli studi senza aver conseguito il diploma né una qualifica professionale. Una percentuale leggermente più alta della media nazionale che è al 19,7% e di tre punti superiore alla media regionale: anche da sempre nelle aree di distretto l'abbandono scolastico è più alto che altrove, è ormai un vero e proprio allarme sociale se si considera che l'obiettivo di Lisbona è al di sotto del 10%». Traducendo in numeri la percentuale viene fuori che «attualmente sono circa 3200 i ragazzi tra i 18 e i 24 anni con solo la licenza media e fuori da qualsiasi percorso di formazione», precisa. «Tra questi - aggiunge - ci sono molti stranieri, ma anche tanti italiani. Gli istituti dove si verificano più casi di abbandono scolastico sono quelli professionali, al primo posto il Marconi, seguiti dai tecnici». Giorgi ha inoltre sottolineato che «per arginare questo fenomeno gli strumenti della formazione e dell'istruzione non bastano». «Facciamo regolarmente orientamento presso le scuole medie, mettiamo in campo risorse per la formazione professionale e interveniamo con percorsi mirati per gli stranieri come previsto dal protocollo d'intesa interculturale - continua - tuttavia, occorre un progetto che coinvolga anche le Circoscrizioni, l'Asl, gli assistenti sociali e quei soggetti che in qualche modo possono intercettare i ragazzi fuoriusciti da qualsiasi percorso formativo di cui non si sa che fine facciano».
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