Attenzione
Addio bottoni, Panci vuol lasciare
Barbara Burzi
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Il negozio Panci in via Garibaldi Trattative in corso con una multinazionale dell'abbigliamento
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PRATO. Se lo sono tramandati di generazione in generazione. Adesso, per la prima volta dopo 120 anni, lo storico negozio dei Panci passerà a qualcuno che della famiglia non fa parte. Franco Panci, nipote del fondatore della merceria di via Garibaldi, ha deciso di cedere al miglior offerente. Con tutta probabilità a staccare l'assegno sarà un colosso multinazionale della moda, che sbarcherà a due passi dal Duomo se le trattative in corso con l'imprenditore pratese andranno a buon fine. Tra i nomi che circolano, si fa anche quello del marchio spagnolo Zara, titolare di una catena internazionale di negozi, già presente al centro commerciale dei Gigli. Su questo però non arriva alcuna conferma da parte dell'imprenditore pratese, che preferisce mantenere assoluto riserbo. «Non voglio dire niente perché non c'è ancora niente da dire - spiega - sto cercando di vendere a una multinazionale dell'abbigliamento, questo sì, ma preferisco non fare nomi: l'affare non è ancora concluso». E non è detto che si faccia, a sentire Panci, che liquida la faccenda in fretta: sarà il prezzo a fare l'accordo. «Dipende tutto da quello - spiega - se non ci troveremo d'accordo sulla cifra, l'affare salta e tengo tutto per me». Diversamente, sugli scaffali di 250 metri quadrati del negozio considerato tra i più forniti a Prato di accessori per l'abbigliamento e biancheria intima, al posto delle confezioni piene di nastri e bottoni saranno riposte magliette e abitini all'ultima moda. Un altro pezzetto della storia di Prato finirebbe per andarsene rimanendo, tuttavia, nella memoria della collettività. Non c'è, infatti, un pratese che non si sia rivolto ai merciai Panci: ogni giorno è un via vai di clientela. Complice la posizione strategica, lo storico negozio è ormai diventato un punto di riferimento nel panorama commerciale cittadino. «Lo sappiamo - ammette il proprietario - ma la nostra scelta è maturata dal fatto che dopo di noi non c'è nessuno disposto a portare avanti l'attività di famiglia». Centinaia di scatole e scatoline, di varie forme e colori, cassetti di legno in stile antico e personale esperto, hanno fatto della merceria ultracentenaria un esemplare unico nel suo genere. A cominciare dalla coloratissima vetrina, varcando la soglia si ha subito l'impressione di entrare in un bazar di bottoni, nastri, toppe, accessori di ogni forma e dimensione disposti accuratamente nei contenitori che a centinaia riempiono la merceria. Fu infatti il nonno Francesco Sem ad aprire l'attività nel 1890, in via Garibaldi 10, dove tuttora si trova. Una cinquantina d'anni dopo fu rilevata dal figlio Francesco e in seguito passata nelle mani dei nipoti Franco e Anna, arrivando così alla terza generazione. Probabilmente l'ultima.
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