Il Tirreno

Prato

Incontri in Regione, con Publiacqua e Acea, ma bisogna aspettare il governo. Borchi: «Niente di definito sulle future tariffe»

Acqua, incertezze e rischio di aumenti

Acqua, incertezze dopo il referendum
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Acqua, incertezze dopo il referendum

Intanto è stata rinviata a ottobre la restituzione del deposito cauzionale

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 PRATO. Acqua dopo il referendum: incertezza totale e rischi di aumenti sulle bollette future. A gestire una situazione decisamente complessa, il presidente Ato acqua Goffredo Borchi che settimanalmente ha riunioni in Regione con l'assessore Bramerini e che l'altro giorno ha avuto il primo incontro post votazione con il socio privato di Publiacqua, Acea. Che non ha nascosto le difficoltà.  La questione principale riguarda la quota di remunerazione, del 7%, dei soci privati che finiva in bolletta ma che garantiva, in gran parte, la copertura degli investimenti compiuti attraverso l'esposizione bancaria, cassata dal "sì" al secondo dei quesiti referendari. «La preoccupazione di fondo - spiega Borchi - di Acea ma di tutta Publiacqua è che non essendoci più certezze sulla composizione della nuova tariffazione, le banche alle quali le aziende si sono rivolte per ottenere i capitali da investire, blocchino le erogazioni». Uno scenario, per Borchi, da scongiurare in ogni modo «visto che nell'immediato salterebbero 65 milioni di interventi, sui 700 complessivi dal 2011 al 2021, per i lavori sulla riva sinistra dell'Arno (depurazione per centinaia di migliaia di cittadini ndr) e la diga di Gello a Pistoia». In realtà l'Ato Medio Valdarano, assieme alla Regione e alle aziende che gestiscono il servizio, per il momento non possono che navigare a vista. Nessuno dei soggetti, infatti, ha la competenza per poter prendere decisioni. Che spettano unicamente al governo. «La strada - continua Borchi - è lunga: prima il governo dovrà varare la nuova agenzia nazionale sull'acqua alla quale poi spetterà redigere le nuove norme anche in materia di tariffazione». Solo allora la situazione di stallo si sbloccherà. Ma con un primo danno, secondo il presidente Ato: «Gli interventi sulla rete idraulica in calendario nel 2011 sono già stati fermati. E siccome, con ogni probabilità, prima di ottobre nulla di preciso si saprà, i lavori slitteranno di un anno». Con effetti negativi: «Perchè i 65 milioni che avrebbero dovuto essere spesi ora, rientreranno nel "pacchetto" complessivo di interventi che saranno però realizzati non più in 20 anni ma in 19 con la possibilità che questa contrazione vada a pesare sulle bollette». In una fase di vacatio legislativa, l'Ato una decisione «che però - dice Borchi - nessuno può confermare sia quella giusta», l'ha presa: continuare con il regime precedente fino a nuovo ordine. «Con il rischio però - aggiunge il presidente Ato - che quel 7% in bolletta debba essere restituito». L'Ato di decisioni ne ha presa anche un'altra: prorogare fino al 31 ottobre l'obbligo di restituzione del deposito agli utenti da parte di Publiacqua. «Perchè i tempi - conclude Borchi - non sono sufficienti». C.O.

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