Attenzione
La Soprintendenza pronta a collaborare sulla "Via del ferro"
Alessandro Pattume
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Alcuni dei reperti etruschi ritrovati negli scavi di Gonfienti 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Una nuova era sul fronte degli etruschi. E' quella inaugurata ieri mattina tra l'associazione "La via etrusca del ferro" e la soprintendente ai beni culturali della Toscana Maria Rosaria Barbera. Sono gli effetti più immediati del successo dell'"Etruscan Trail", la spedizione con la quale l'associazione pratese ha cercato di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'esistenza dell'antica via tra Gonfienti e Marzabotto. Obiettivo raggiunto. «Ho dato alla soprintendente Barbera tutta la disponibilità e la collaborazione della nostra associazione» spiega Gianfranco Bracci, direttore de "La via etrusca del ferro". Questa è la prima tappa di un successo chiamato "Etruscan Trail". «Ancora, certo, non c'è niente di stabilito - continua Bracci - ma la possibilità di un colloquio trasparente e collaborativo con la soprintendenza è più di quanto speravamo solo quindici giorni fa». La soprintendente toscana ai beni culturali si dichiarata comunque molto interessata a studiare la documentazione sulla via etrusca del ferro fornita dai pratesi col pallino dell'archeologia. Se poi la soprintenza passerà anche ai fatti, staremo a vedere. Le vere novità vengono invece dall'altro fronte dell'Appennino toscano, da Marzabotto e dal soprintendente emiliano Maria Filippo Gambari. Quando nella tarda mattinata di domenica scorsa i ventuni camminatori dell'"Etruscan Trail" giunsero a Marzabotto vennero accolti proprio da Gambari, entusiasta del progetto e della spedizione, di cui "Il Tirreno" è stato tra l'altro media partner e sostenitore della prima ora. Un entusiasmo che sembra indirizzato ad un impegno ben preciso. «Quella della soprintendenza emiliana è un'apertura totale - conferma Bracci - e hanno intenzione di fare degli studi sulla via che una volta collegava Gonfienti con Marzabotto». "La via etrusca del ferro" però non si ferma qui. C'è un'altra missione da compiere. Trovare sponsor e quindi finanziamenti per i rilievi fotogrammetrici dell'Appennino compreso tra Gonfienti e la gemella Marzabotto. «Se questi rilievi confermassero l'estensione dell'antica via del ferro - s'illumina Bracci - allora a Marzabotto potrebbero anche partire gli scavi». Per la storia degli Etruschi e anche per il turismo ecosostenibile.
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