Il dolore
La madre: «Peccato, è ancora vivo»
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La protesta della folla giovedì a Iolo «Spero che lo arrestino e lo portino alla Dogaia, lì ho tanti amici...»
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PRATO. «Se c'è una cosa su cui ho sbagliato è di non essermi fatta subito giustizia da sola. In fondo ieri sera non è successo niente: lui è ancora vivo». Le parole sono pietre nella bocca di Rosalba, la madre che ha denunciato il vicino di casa con l'accusa di aver molestato il figlio quindicenne, innescando il tentativo di linciaggio, mercoledì sera alle case popolari di via da Quarata. Ora nel cortile condominiale è tornata la calma, ma non tra i protagonisti della clamorosa protesta. Rosalba è appoggiata a una panchina, col braccio destro ingessato a causa della caduta di mercoledì pomeriggio, quando ha avuto un mancamento al culmine della lite. «Ho denunciato quel pedofilo un paio di settimane fa - dice - e mi aspettavo che lo venissero ad arrestare, invece non è successo niente. Ora spero che lo mettano alla Dogaia. Lì ho tanti amici e loro saprebbero come accoglierlo, giorno dopo giorno». Non c'è traccia di pentimento per quello che è successo la scorsa notte. E sono lacrime di rabbia quelle che le riempiono gli occhi quando racconta come è nata la faccenda che ha incendiato il quartiere: «Che quell'uomo si approfittava di mio figlio l'ho saputo dal ragazzo. E' una cosa che andava avanti da mesi, non è stato facile per lui raccontarlo. Mi ha detto che gli dava dei soldi e che si vedevano a casa di lui quando la moglie e i figli non c'erano. Quando l'ho saputo sono andata a minacciarlo, volevo che scendesse. Poi sono andata dai carabinieri, a Iolo e al comando provinciale». Un fascicolo è stato aperto in Procura, ma non risulta che il ragazzo sia stato ancora sentito su questi fatti. A scatenare la violenta reazione della famiglia del quindicenne, com'era già emerso ieri, è stata un'uscita improvvida della moglie del presunto pedofilo. «Ti rendi conto? E' venuta a chiedere indietro i soldi che lui aveva dato a mio figlio (pare 500 euro, ndr). Ha detto che li aveva già chiesti al ragazzo e lui negava di averli presi, gli ha dato del bugiardo. Io non ci ho visto più». Non si può dire che l'atteggiamento del vicino di casa fosse passato inosservato. «Seguiva mio figlio dappertutto - dice la madre - Una volta ha fatto anche una scena di gelosia, non voleva che dormisse da un amico, ha chiamato al telefono la famiglia dell'altro ragazzo. E al compleanno di un altro amico, ma questo l'ho saputo dopo, gli faceva l'occhiolino per invitarlo a casa sua». La madre del ragazzo e quello che è diventato il suo nemico numero uno si conoscono da tempo: «Non ci crederai, ma lavoravo per lui. Aveva una roccatura e io ci ho lavorato quando ero ragazza. E proprio lui viene a farmi una cosa del genere...». «Perché non l'hanno arrestato?» torna a chiedersi la madre del ragazzo. Inutile spiegare che i tempi della giustizia, in casi come questo, sono più lunghi di due settimane. «Noi comunque gli vogliamo dare una lezione - minaccia Rosalba - Andrà a Napoli dai parenti, e noi lo andremo a cercare anche lì, vedrai che lo troviamo». Paolo Nencioni SERVIZIO A PAG. 13
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