Sicurezza
E' in arrivo una sfilza di denunce
◗
Il presunto pedofilo viene fatto allontanare vestito da pompiere Il magistrato: «In questo Paese nessuno può essere linciato»
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. «In questo Stato nessuno può essere linciato». Conviene ripartire dalle poche e chiare parole del sostituto procuratore Sergio Affronte, titolare delle indagini, per ritrovare un po' di equilibrio in una vicenda che mai come questa volta ricorda il Far West delle esecuzioni sommarie. Scatteranno denunce a piede libero, questo è sicuro, per il tentativo di "giustizia fai da te" andato in scena a Iolo. C'è un fascicolo in Procura, come spieghiamo sopra, sulla denuncia presentata dalla madre del quindicenne contro il vicino di casa per le presunte molestie al figlio, ma in questo momento la priorità degli inquirenti è accertare le responsabilità di chi mercoledì sera ha tentato con tutti i mezzi di dare una lezione esemplare al presunto pedofilo. Al momento non ci sono indagati. Facile ipotizzare i reati: danneggiamento, violenza privata, resistenza e violenza a pubblico ufficiale (otto agenti si sono fatti medicare al pronto soccorso, uno per uno schizzo di benzina in un occhio), forse anche lancio di oggetti pericolosi. La polizia si muoverà come ci si muove dopo gli incidenti tra tifosi in occasione delle partite di calcio: osservando le foto e le riprese video effettuate dagli agenti in borghese e identificando chi si è distinto per il suo particolare attivismo. Passeranno giorni, ma alla fine qualcuno verrà chiamato a rispondere di quello che è accaduto. Ieri intanto gli agenti della Scientifica sono tornati in via Andrea da Quarata per scattare foto nell'abitazione ormai deserta del presunto pedofilo e nel piazzale del condominio. Più tardi un fabbro del Comune ha cambiato la serratura della porta d'ingresso pesantemente danneggiata dai vicini. Nessuno però è entrato di notte per rubare. Tra i residenti è tornato il buonumore. «Ehi, c'è Sky che ti sta cercando» si apostrofano da un lato all'altro del piazzale (in via Salvatorelli c'è effettivamente il furgone dell'emittente con la parabola). E non sembra ci sia troppa paura di essere denunciati. «Siamo quasi tutti pregiudicati» scherza ma non troppo un giovane accanto alla madre del quindicenne al centro della vicenda. «La differenza - aggiunge - è che quando beccano noi, la pena ce la fanno scontare tutta e subito. Altri invece restano a piede libero». Nessuno si sente di condannare quello che è accaduto mercoledì sera. Sono davvero convinti che fosse necessario dare una lezione al vicino di casa, senza aspettare le «lungaggini» della macchina giudiziaria. P.N.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
