Lettera al ministro e a Genovese di imprese, associazioni e sindacati
Ile.r.
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Btp è ormai diventato il caso del fuori tempo massimo. Ieri, le imprese dell'indotto con i rappresentanti delle imprese, dei sindacati e delle cooperative di Prato, Firenze e Pistoia hanno inviato una lettera per denunciare il grave impatto che il concordato avrà sull'edilizia toscana. Le due pagine di accorato appello al presidente del Tribunale Antonio Francesco Genovese ad organizzare un incontro, prima della scadenza di qualsiasi termine fissato dalla procedura in corso, arriva con appena 24 ore di anticipo sulla presentazione del concordato fissata per questa mattina. Presentazione che riduce ulteriormente le eventuali possibilità di intervento del ministro dello sviluppo economico Paolo Romani (altro destinatario) di attivare amministrazioni straordinarie. Mentre infatti il lungo elenco di firmatari della lettera mettevano la loro firma in calce alla missiva la Btp è stata messa in liquidazione facendo di fatto decadere il commissario Bruno Inzitari che in questa fase è sostituito dall'ex amministratore di Btp Armando Vanni. Anche lui a termine dal momento che con l'accettazione del concordato sarà nominato un commissario concordatario. Non è escluso che il tribunale per dare continuità decida di nominare nella nuova veste Inzitari che già conosce le carte della Btp. Un appello quindi quello degli artigiani e delle imprese che rischia di rimanere inascoltato specialmente quando fanno capire che vorrebbero venisse ritrattata la vendita del ramo pubblico a Impresa. «Ho la sensazione che non si comprenda ancora - si è limitato a commentare il presidente Genovese - che ci troviamo davanti a un morto. A un'azienda tenuta in vita artificialmente solo per avere la possibilità di donare gli organi: unica possibilità per far continuare a vivere qualcosa e rendere, solo un po' meno drammatico, l'impatto sociale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google