LIMPIEGATA
Lavoro o no, l'Inps nel destino
◗
Cristina Arba impiegata 1 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Quando si dice ironia della sorte. Da impiegata o da disoccupata, l'Inps fa parte della storia lavorativa di Cristina Arba. In via Valentini si presentava ogni mattina e lì l'attendevano una scrivania e uno stipendio. A quella stessa porta Cristina ha dovuto bussare di nuovo, dopo il 15 aprile scorso, per richiedere la disoccupazione ordinaria. La data del 15 aprile coincide con quella della fine del suo contratto: sulla stessa barca con lei sono finiti altri dieci colleghi. Cristina era "in somministrazione", ovvero non una dipendente diretta dell'Inps ma "fornita" da un'agenzia di lavoro. Era il 30 marzo 2009 quando mise piede per la prima volta nell'istituto (si occupava dell'archiviazione dati). E' andata avanti così, a furia di rinnovi e proroghe contrattuali. «Sono più fortunata rispetto ad altri colleghi perchè ho diritto alla disoccupazione avendo maturato i contributi. Non avrò la mobilità, requisito richiesto per farsi assumere da molte aziende. A 36 anni, se non fossi stata precaria, avrei fatto un figlio. Occorre più regolamentazione per questi contratti - lamenta - La flessibilità non può servire alle aziende per risparmiare». M.L.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
