Il Tirreno

Prato

La maxi donazione mette tutti d'accordo

C.O.
Un’opera di Lipchitz
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Un’opera di Lipchitz

Maggioranza e opposizione danno l'ok all'arrivo delle opere di Lipchitz

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 PRATO. Unanimità e tanti ringraziamenti. E' terminata così, con il voto nel consiglio comunale straordinario convocato d'urgenza ieri pomeriggio, la prima fase, certamente la più complessa a livello burocratico, della donazione di gessi e bozzetti grafici della Fondazione Jacques e Yulla Lipchitz al Museo Civico di Prato.  Un consiglio comunale velocissimo, che si è concluso in un'ora e che ha visto d'accordo - forse per la prima volta - maggioranza e opposizione: da Idv fino al Pdl passando per Pd, Lega, Udc. In aula, seduto tra i banchi degli assessori, il collezionista, esperto d'arte Giuliano Gori, artefice assieme al sindaco Roberto Cenni, a sua figlia Claudia («un po' d'orgoglio paterno - ha detto Cenni - un ringraziamento anche a mia figlia») e allo staff dirigenziale - Rosanna Tocco in particolare - che fa capo all'assessore alla Cultura Anna Beltrame, delle trattative che hanno condotto a Prato 19 gessi e 43 opere grafiche di uno dei più famosi rappresentanti del cubismo.  «Solo dieci giorni fa - ha detto Cenni - abbiamo saputo della disponibilità degli eredi Lipchitz ad avviare le procedure per la donazione. Nulla è accaduto per sola fortuna, ma piuttosto grazie al lavoro di tanti e alla collocazione delle opere giudicata confacente dalla Fondazione».  Giuliano Gori ha ripercorso le tappe di un progetto che era partito nel 1974 «quando la vedova Lipchitz venne a Prato - ha raccontato Gori - per l'inaugurazione dell'opera di Moore in piazza San Marco».  L'idea di portare qualcosa di significativo dell'artista a Prato, nacque in quel momento. Un progetto che Gori ha coltivato negli anni fino alla sua realizzazione. «Avvenuta anche grazie - ha proseguito il collezionista - alla mia amicizia con un grande uomo e un grande conoscitore d'arte, Kosem De Baranano che è diventato consulente della Fondazione».  Le caselle sono andate così a posto una dopo l'altra fino alla stipula del contratto.  A questo punto bisognerà attendere l'invio - a carico del Comune - delle opere che con ogni probabilità non arriveranno prima del prossimo dicembre. Per poi passare sotto le mani esperte dei restauratori. Un altro passaggio delicato perchè il Comune sta cercando un laboratorio disposto ad assumersi l'incarico se non gratis, quasi.

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