Si scatenano rabbia e odio. E tutti pare che sapessero
La folla vuole linciarlo «Ci pensiamo noi a fare giustizia»
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PRATO. «Basta, questa storia va avanti da troppo tempo». Ora tutti sembrano conoscere le storie indicibili del quartiere. «E' un'ingiustizia - dice un altro - lui è tutelato dalla legge, con me la Procura è stata fin troppo veloce». "Lui" è il presunto pedofilo su cui si è scatenata la rabbia di via Andrea da Quarata. «I poliziotti devono darlo a noi, facciamo giustizia da soli; non merita di vivere». Sono le frasi che rendono il clima che si respirava ieri a Iolo, tra l'odore di benzina: odio puro, voglia di linciaggio. «Tanto anche se lo arrestano fra un mese è a casa e mi tocca vederlo tutte le mattine». Tutti sapevano a quanto pare il dramma che si stava consumando all'interno del grande condominio fatto di più palazzine abitate anche da tanti bambini. «Al quarto piano - racconta uno zio - vivono i miei tre nipoti. A pensarci mi vengono i brividi». Le nonne e le madri sono le più esasperate: «Non possiamo più far giocare da soli i nostri bambini, se quello torna in libertà». L'uomo accusato di molestie vive al quinto piano con la moglie e due figli, di cui una ragazza disabile. «Avete dato la casa a uno così - qualcuno grida - Ci ha rovinati, se lo riportate qui ci pensiamo noi». In alcuni momenti si è temuto il peggio. La polizia ha dovuto caricare la gente che protestava, qualcuno ha lanciato molotov rudimentali. Davanti al cancello del palazzo era stata parcheggiata un'auto per evitare che le volanti portassero via il presunto pedofilo. Al. Ag.
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