Attenzione
Il presidente del Pecci dona un'opera al museo
Ri.Te.
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Il presidente del Pecci Valdemaro Beccaglia Esposto alla Lazzerini "Atto nº 9" del giovane fiorentino Giacomo Costa
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PRATO. «L'arte contemporanea è lo specchio dei nostri tempi». Così il presidente del Centro Pecci Valdemaro Beccaglia, in occasione della sua donazione dell'opera "Atto nº9" di Giacomo Costa alla collezione permanente del museo, ma allestita da martedì scorso alla biblioteca Lazzerini, oramai diventata, come sottolineato dall'assessore Roberto Caverni, «un avamposto del Pecci nel cuore cittadino». Dopo l'introduzione del direttore del museo Marco Bazzini, sono arrivati i ringraziamenti del collega della Lazzerini Franco Neri, e l'assessore Anna Beltrame ha inviato un messaggio ringraziando Beccaglia «per la forza e la passione con cui affronti gli impegni quotidiani per la nostra città». Ma le parole più significative sono arrivate da Caverni, fin da giovane appassionato di pittura figurativa, sottolineando come il presidente del Pecci, «grande collezionista, spesso con scelte "giovani", sia riuscito a fare un museo diverso, avvicinando i pratesi all'arte contemporanea, nonostante le difficoltà per i non addetti ai lavori». L'assessore ai lavori pubblici ha altresì rassicurato sulla momentanea interruzione dei lavori per il raddoppio della sede: «Stiamo lavorando per risolvere i problemi e per portare a termine i lavori entro il 2012». Poi è toccato a Costa, giovane artista fiorentino presentare l'opera che occupa un'intera parete dell'emeroteca: «Destinata a raccontarci il mondo che sarà, nella maniera più lucida ma anche visionaria» ha concluso Beccaglia.
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