Il Tirreno

Prato

«Comune via da Consiag e Asm»

Carloandrea Adam Poli
Riccardo Bini
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Riccardo Bini

Primo congresso Fli, Bini attacca sulle partecipate

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 PRATO. «Il Comune esca da Consiag e dalle partecipazioni inutili di Asm». Si inserisce nell'assise congressuale, che l'ha visto riconfermare coordinatore provinciale di Futuro e Libertà, Riccardo Bini per tornare a pungolare la giunta sull'obiettivo che più gli è caro: la discontinuità nelle società partecipate. «La politica ha il dovere di ritirarsi da quelle società, dove non sussiste più l'interesse pubblico» afferma l'esponente futurista puntando il dito contro quello che non stenta a definire il «socialismo municipale». E se nel caso di Consiag la richiesta è di una cessione tout court del pacchetto azionario (37,8%), per Asm, Bini prospetta un ritorno al core business dismettendo tutto il resto a partire da Essegiemme. Rispetto ai toni aspri usati nei primi mesi di vita, però, Fli si mostra molto più morbida nei confronti del sindaco Roberto Cenni. L'assessore tanto agognato non arriva? «Noi continueremo a porre la questione, ma sappiamo che lui la pensa diversamente» allarga le braccia Bini. Sarà per lo sparuto pubblico presente al congresso - una decina di rappresentanti di Udc, Idv e Pdl più qualche raro simpatizzante - e per un vento che in tutta Italia si è fatto penalizzante per Fli: secondo i sondaggi vale il 3%. Sta di fatto che i finiani non sembrano più in condizione di poter minacciare gli equilibri della maggioranza o di poter andare alla prova di forza con la giunta a trazione civica. Anche il coordinatore regionale, Angelo Pollina continua sì a indirizzare strali impietosi al Pdl: «Il partito della Minetti che noi non vogliamo», ma quando scende su un terreno squisitamente pratese non parte il solito ultimatum a Cenni. «In nessun caso pensiamo di andare a sinistra. Per questo motivo chiedo al sindaco di rispettare il programma stipulato con gli elettori nel 2009, altrimenti non esiteremo a staccare la spina a questa giunta - dice - D'altro canto, sono conscio che la situazione politica di Prato non è neppure lontanamente accostabile a quella di Lucca». Nella prudenza generale del suo primo congresso, a Futuro e Libertà viene quasi da tenere stretto il 3,6% riscosso da Manuel Carlesi a Carmignano. Insufficiente per entrare in consiglio, ma pur sempre migliore alla brutta piega che ha preso il consenso su scala nazionale.

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