Il Tirreno

Prato

Una nuova vita grazie al vintage

Ba. Bu.
Gabriella Vieri insieme al marito Mario Di Renzo
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Gabriella Vieri insieme al marito Mario Di Renzo

La tessitura Le Fontanelle ha saputo ricollocarsi sul mercato

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PRATO. Dalla produzione di stoffe, alla fabbricazione di cappelli e sciarpe con lo sguardo rivolto verso la moda vintage. Così la storica tessitura Le Fontanelle di via Sabin ha saputo reinventarsi e ricollocarsi sul mercato. In un periodo in cui il tessile locale è stato messo a dura dalla crisi economica, Gabriella Vieri insieme a suo marito Mario Di Renzo, hanno trovato nell'abbigliamento vintage lo spunto per diversificare la produzione.  «Siamo artigiani - commenta - il fare è insisto in noi».  Nata come attività collaterale alla tessitura, oggi Laborart è un diventato a tutti gli effetti un laboratorio creativo dove si producono anche sciarpe e cappelli. «La tessitura esiste dal 1974 - racconta Vieri - fu aperta dalla generazione precedente la mia, ma dopo quarant'anni di attività alla quale mio marito si dedica tuttora, pensavamo fosse giusto esplorare nuovi settori soprattutto per i nostri figli, che erano poco interessati a proseguire l'attività tessile...».  Del resto, nemmeno i numeri sono più quelli di una volta. Nella moda invece le cose funzionano diversamente. C'è stato un periodo in cui il vintage spopolava e Prato, con i sui cenciaioli, è sempre stata un pozzo infinito di abiti usati, arrivati da ogni dove e appartenenti a epoche diverse. L'intuizione di provare a venderli dopo averli rivisitati è stato solo il primo passo per l'avvio della nuova attività. Preziosa in questo senso è stata la collaborazione dei figli Andrea e Giulia, i quali hanno deciso di scommettere in questa avventura insieme ai loro genitori. «Iniziammo nel 2008 con un magazzino di indumenti - spiega l'imprenditrice - tuttavia, nel giro di pochi anni l'attività ha scavalcato quella tessile che cominciava a calare sempre di più. E' un tipo d'abbigliamento d'epoca finalizzato principalmente allo spettacolo - aggiunge - e grazie al passaparola siamo riusciti a raggiungere una vasta clientela, tra cui quella dei teatri e delle compagnie amatoriali». Finché la produzione si è allargata anche all'accessorio, in particolare a sciarpe e cappelli ideati dalla figlia (Giulia è una designer) e realizzati da abili mani artigiane. «Le sciarpe sono realizzate da noi internamente - dice - mentre per i cappelli ci affidiamo a personale esperto: in zona ci sono delle competenze che altrove non si sognano nemmeno, perché dunque non sfruttarle? Li abbiamo in paglia, misto lino, in sisal, intrecciati e non. Se il prodotto continua a interessare, in futuro potremmo pensare all'apertura di un punto vendita. Intanto, ci interessa non disperdere le competenze e lavorare affinché ci sia una continuità».

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