Il Tirreno

Prato

All’interno della Cittadella di via Roubaix una coppia cinese gestisce un megastore

"Sottocosto" ma alla luce del sole

Maria Lardara
Foto di gruppo per Vittoria Huang insieme ai giovani dipendenti del negozio
◗
Foto di gruppo per Vittoria Huang insieme ai giovani dipendenti del negozio

Ha aperto ai primi di giugno: assunti come dipendenti sei giovani italiani

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Prima di loro ci avevano buttato gli occhi altri cinesi. Nessun imprenditore però che accontentasse gli standard richiesti da Rolando Breschi, presidente del Consorzio "La Cittadella". Invece la coppia Gianni Xia e Vittoria Huang aveva tutte le carte in regola per entrare nel tempio dello shopping di via Roubaix, tanto da accaparrarsi la fetta più sostanziosa della vetrina degli ambulanti aperta nel maggio 2010. Ovvero, il grosso del locale di proprietà della famiglia Leone (titolare della concessionaria Ferrari), strutturato come "open space", dove gli stand italiani rimasti si contano ormai sulla punta della dita. Insediandosi su un migliaio di metri quadri rispetto al totale di 1600, lui 26enne e lei 25enne diplomata al Dagomari (di cui 21 passati a Prato) hanno deciso di aprire un store non alimentare che spazia dai casalinghi alla profumeria, dall'abbigliamento alla vendita di detersivi passando per i prodotti per bambini e gli elettrodomestici. Via una trentina di banchi italiani (quando "La Cittadella" aprì di stand ce n'erano circa 45) per fare largo a un piccolo supermercato con articoli rigorosamente di marca. Non deve dunque trarre in inganno l'insegna "SottoCosto" inaugurata ai primi di giugno, con tanto di marchio registrato alla Camera di Commercio: si riconosce subito dal logo della coccinella che abbraccia un euro (la pubblicità è curata dall'agenzia FlyArt). Sottocosto sì, ma le marche sono le stesse che si adagiano sugli scaffali di Coop e di Esselunga. Quella che apparentemente si presenta come un'operazione commerciale si carica di un risvolto in chiave d'integrazione: lo si coglie nella presenza del personale di vendita che s'aggira tra le corsie. Titolari cinesi, dipendenti italiani. Anche se le distinzioni di etnia non piacciono a Gianni Xia, il cui accento milanese gli proviene dalla lunga permanenza dal capoluogo lombardo. «Il nostro - sottolinea Xia - è un progetto d'integrazione che rinsalda la collaborazione tra italiani e cinesi. Siamo tutti sullo stesso piano, non voglio che gli uni si sentano alle dipendenze degli altri. Mi ha fatto piacere creare nuovi posti di lavoro, vorremmo portare altra occupazione. Ogni curriculum è ben accetto, a prescindere dalla nazionalità». L'armonia regna nel maxi negozio. Nei suoi sei collaboratori italiani Vittoria Huang ripone la massima fiducia. «Li ho assunti con regolari contratti, mettendo anche annunci sul giornale: sono giovani e volenterosi», spiega una ormai pratesizzata Vittoria, mamma di una bimba di 9 mesi, che non si risparmia nell'utilizzo di vocaboli nostrani come "ganzo". E tra i dipendenti spunta Stefano che una volta proprio a "La Cittadella" lavorava con lo stand proprio di oggettistica. Ha dovuto chiuderlo «per mancanza di giro», come spiega. Grazie a "SottoCosto" non è rimasto disoccupato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze