Il Tirreno

Prato

Rivoluzione nell'apprendistato

Rivoluzione nell'apprendistato

Il contratto diventa a tempo indeterminato e favorisce l'inserimento

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Un contratto di lavoro a tempo indeterminato mirato a favorire l'inserimento dei giovani nel mercato del lavoro: questo, in estrema sintesi, il nocciolo della riforma dell'apprendistato. Per Moreno Vignolini, vicepresidente di Confartigianato Prato «è un vero traguardo». Secondo Vignolini, imprenditore tessile della Vallata, questa riforma «è vantaggiosa sia per i giovani che vogliono imparare un mestiere o una professione, sia per le imprese». «Finora - continua - assumere qualcuno con un contratto da apprendista significava farsi carico di una persona che non poteva dare nessun contributo all'azienda, per una serie di vincoli normativi che, di fatto, limitano la funzione dell'apprensitato».

La semplificazione della modalità di utilizzo dell'apprendistato è uno degli obiettivi della riforma del contratto. L'attuale modello, infatti,presenta alcune lacune. Complice l'intreccio di normative e la scarsità delle risorse a disposizione «con il risultato - fa notare Marco Fabozzi, responsabile dell'area formazione per Confartigianato prato - che solo il 25% degli apprendisti accede ai percorsi di formazione». Da un punto di vista tecnico, la bozza del testo unico varato dal Consiglio dei ministri e ora al vaglio delle parti sociali, introduce importanti novità.

«L'apprendistato diventa un contratto a tempo indeterminato che prevede tre possibilità - spiega Fabozzi - la prima riguarda il conseguimento di una qualifica professionale per i giovani a partire dai 15 anni di età; la seconda, è rivolta a coloro che aspirano a un livello più alto di formazione nel campo del dottorato e della ricerca; la terza, prevede un contratto professionalizzante per giovani tra i 18 e i 29 anni finalizzato all'apprendimento di un mestiere. Potrà inoltre essere applicato alla pubblica amministrazione e alle persone in mobilità». L'entrata a regime del nuovo modello è prevista nel giro di un anno, compatibilmente con i 450 modelli di contratti di lavoro nazionali. «Il documento - prosegue Fabozzi - apre una nuova stagione di possibili intese a livello di relazioni industriali.

In particolare, questa misura è finalizzata a rafforzare la capacità di occupazione dei giovani: l'azienda potrà contare su un rapporto di lavoro stabile su cui impostare un percorso, nel corso del quale al lavoratore si garantisce l'opportunità di compiere tutti i passaggi della formazione in un contesto favorevole all'apprendimento. Nel nostro paese i disoccupati tra i 15 e i 24 anni sono circa il 30%, e a Prato la situazione è addirittura peggiore rispetto a quella nazionale, in quanto c'è molta dispersione tra i giovani, nonostante i 3-4000 apprendisti accolti per la gran parte nelle imprese artigiane».

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