Il Tirreno

Prato

Liti al comando, vigili finiscono dallo psicologo

Alessandro Pattume
Liti al comando, vigili finiscono dallo psicologo

La Uil presenta un ricorso al giudice del lavoro. Mencacci: «Sono visite mediche abusive»

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Forse per motivi disciplinari dopo un litigio tra colleghi. Forse solo per combattere la negatività che serpeggia in ogni ambiente di lavoro. Comunque lo si guardi, il risultato rimane lo stesso: un reparto della municipale è finito dallo psicologo. E così la Uil torna a insorgere contro la municipale, presentando stamani, davanti al giudice del lavoro, un ricorso per comportamento antisindacale e visite mediche abusive contro il sindaco di Prato Roberto Cenni.  Uil contro Municipale. Il reparto fa parte della territoriale esterna sud, nata dopo l'accorpamento dei distretti, e gravita intorno alla Circoscrizione sud. Un giorno, sul finire d'aprile, una richiesta di cambio turno respinta senza tanti complimenti accende la discussione tra un ufficiale donna e due subalterni. Ai quali presto s'aggiungono due altri vigili urbani e quella che era un semplice quanto diretto scambio di vedute diventa qualcosa di molto vicino alla litigata. E' a questo punto che entra in scena la Uil e il ricorso che stamani l'avvocato Ivan Bechini depositerà davanti al giudice del lavoro. «I provvedimenti disciplinari hanno comportato un richiamo scritto per cinque vigili e l'obbligo di partecipare ad alcuni incontri con uno psicologo - spiega Luciano Mencacci della Uil - però solo con l'ultimo dei quattro incontri previsti, il 24 maggio scorso, questi incontri sono diventati ufficialmente un corso di formazione sperimentale. Ma i corsi di formazione vengono contrattati con i sindacati: si decide insieme gli obbiettivi, il numero dei partecipanti e anche le modalità. Tutto questo invece non è stato fatto e quindi, secondo me, si tratta di visite mediche abusive per cui, una volta accertate, le cinque persone coinvolte potranno richiedere singolarmente i danni. E' soprattutto una questione di dignità messa a dura prova da una situazione piena di tensioni - conclude - tensioni nate da una riorganizzazione sbagliata».  Contro la negatività.«Il corso di formazione sperimentale non c'entra niente con il provvedimento disciplinare - taglia corto il comandante dei vigili Andrea Pasquinelli - è stata solo una prova in vista di un corso che voglio proporre per il prossimo anno». Il corso sperimentale è tenuto da Giuseppe De Sario, docente di metodi e tecniche della facilitazione sociale all'Università di Pisa. «E' un corso che ho seguito anch'io come allievo alla scuola interregionale comandanti e in cui viene insegnato come combattere la negatività sul lavoro attraverso strumenti come focus group, brainstorming o anche giochi di ruolo - aggiunge - avevo bisogno di testare le modalità di un suo futuro utilizzo e così ho scelto i 26 componenti del reparto della sud, ma per esempio avrei potuto scegliere anche i motociclisti, un altro reparto soggetto ultimamente a tensioni particolari».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa