Il Tirreno

Prato

LETTERE E INTERVENTI

Caterina Santi

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EROS CENTER/1 La strategia di Milone per risollevare l'economia  Ed ora ecco che lo sceriffo Aldo Milone si arrende e spara un colpo fuorilegge: vuole una zona "franca" a sud della città, dove convogliare lucciole e clienti per spedire la questione prostituzione, lontano dagli occhi, chiudendoseli definitivamente. Chi pensava che fosse una delle solite esternazioni di un esponente della nostra giunta che solitamente nasce e finisce in una bolla d'aria, forse "sparata" al margine di un'assemblea pubblica dai toni giustamente esasperati di cittadini del nord, si deve ricredere. L'assessore Milone è proprio convinto e continua a ripetere la sua proposta con ostinazione.  Proporre la tolleranza nei confronti della prostituzione, spesso collegata ad altri reati e forme di illegalità e di violenza, non può che aumentare nel nostro territorio problematiche a rischio di ordine pubblico e sicurezza per i cittadini. E nelle frazioni del sud di Prato non ne abbiamo bisogno, come il presidente della circoscrizione Luisa Peris ha evidenziato. Ma soprattutto: Milone ha per caso pensato che questo "polo a luci rosse" potrà diventare l'attrattiva per la clientela di tutta la piana da Firenze a Pistoia e anche oltre? Intende con questo metodo risollevare l'economia di una città in crisi? E' questa la strategia per il recupero e la riqualificazione dei macrolotti industriali? E' questa l'idea del nuovo turismo che il sindaco e la giunta avevano presentato nel loro programma? I cittadini del sud non meritano questo trattamento". Mariagrazia Ciambellotti consigliere comunale Pd EROS CENTER/2 Prostituirsi non è mai una libera scelta  Egregio assessore, ho letto con dispiacere e sdegno quanto riportato dai giornali locali riguardo alle sue ultime dichiarazioni sul problema della prostituzione e soprattutto sul modo in cui penserebbe di intervenire. Sappia che sono più di sei anni che, insieme ad altri 15 volontari della Caritas diocesana, usciamo ogni dopocena per incontrare non solo i senzafissadimora ma anche gli altri abitanti della notte, trans e prostitute. L'area di cui ci occupiamo non è vasta, viale Nam Dhin e il primo tratto di via Firenze, quindi il nostro servizio forse ha confini un po' limitati. In questi anni abbiamo però incontrato diverse donne, per lo più dell'Europa dell'Est, giovanissime, le più "anziane" sui 25 anni. Non hanno protettori, tutt'al più una sorta di "fidanzato", non sono sfruttate, per lo meno quelle che incontriamo noi, e, riporto le sue parole "esercitano la prostituzione consapevolmente e liberamente".  Ecco vorrei soffermarmi proprio su questo avverbio liberamente: secondo Lei è libertà non poter vivere nel proprio Paese perché fame, guerra, mancanza di lavoro non ti permettono di restare?  Secondo Lei è libertà arrivare in un Paese straniero e scoprire che per vivere puoi fare solo la prostituta?  E' libertà, sempre secondo Lei, vendere come merce il proprio corpo per racimolare soldi da mandare magari ad una famiglia che ti aspetta, ad un figlio, ad una madre anziana in Moldavia, Ucraina o Albania? Secondo Lei è libertà quella che non permette di rispettare te stessa per poter sopravvivere? Secondo Lei è libertà che un uomo per i suoi, diciamo, bisogni incontenibili cerchi in una prostituta il suo appagamento, oppure è una tra le più bestiali concezioni della sessualità umana che si possa immaginare? Non c'è bisogno di " ramazza", come lei dice, né tanto meno di quartieri del sesso,ma riscoprire che cosa significa libertà, rispetto, dignità della persona. Lei, che nel nome del rispetto dei cittadini, vuole allontanare le prostitute da via Matteotti, da via Firenze mi spiega in nome di quale rispetto le vuole mandare in un eros center al Macrolotto 1- 2? Emarginati(prostitute) con altri emarginati (stranieri), basta che stiano lontani dalle nostre belle(?) strade cittadine, basta che non si esibiscano di fronte alle nostre case, ai nostri figli.

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