Attenzione
Riflessioni sulla conferenza del professor Zecchini
Nuova autorevole conferma dell'importanza di Gonfienti
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Una partecipatissima conferenza del professor Michelangelo Zecchini, ha riportato prepotentemente alla ribalta la straordinaria risorsa archeologica pratese, quella invisibile città degli Etruschi di Gonfienti che oggi giace in completo abbandono, con le aree di scavo ricoperte da vegetazioni infestanti celate dietro le recinzioni dell'Interporto. Come ha più volte sottolineato lo studioso nel suo intervento: vista l'unicità e l'enorme rilevanza scientifica dei primi ritrovamenti, e nonostante le conflittualità passate e presenti, la scoperta dell'insediamento bisentino è in grado da sola, già con i pochi elementi che è dato di conoscere, di cambiare profondamente la storia, così come adesso la conosciamo, dell'età arcaica e tardoarcaica, investendo non solo il mondo etrusco. Una scoperta in grado di rivoluzionare la nostra prospettiva di giudizio e di analisi nei confronti del periodo più delicato e complesso della storia della civiltà occidentale. La città etrusca sul Bisenzio rappresenta infatti, con quella dimora principesca di oltre 1440 mq., la più grande finora ritrovata di quel periodo, con i tesori artistici rinvenuti al suo interno, con le grande arterie che la attraversano, con l'ordinato reticolo di case e chissà con quante altre straorinarie memorie ancora interrate, l'espressione più alta di un nuovo modo di concepire l'organizzazione della città, edificata attraverso un'urbanistica rivoluzionaria e all'avanguardia. Nata come crocevia di interscambio mercantile, di certo con il consorzio di illuminati principi etruschi che seppero concordemente realizzare un progetto unitario per realizzare una grande arteria transappenninica per trasportare merci, metalli e altri generi di prodotti, per unire le città nuove dell'Etruria Settentrionale con le colonie dell'Etruria Padana, ovvero i domini del mar Tirreno con quelli dell'Adriatico. Nasceva così insieme alla città, la "via Etrusca del Ferro", la strada del mito etrusco, evocata dalle memorie di pseudo Scilace di Carianda. Le prove della sua esistenza si trovano nella piana lucchese, nel territorio felsineo, nei tratti appenninici ancora largamente da esplorare, ma soprattutto sulle rive del Bisenzio, dove le platee glareate si materializzano entro un grande insediamento, oggi noto su 27 ha., ma possibilmente esteso oltre i 50 /60 ettari e forse più. Una città quella di Gonfienti, dove alla domus scoperta nel 2003, altre di non minore rilevanza sembrano profilarsi insieme a grandi cave di strade acciottolate, come sembrano evidenziare le tracce leggibili sulle foto aeree di qualche decennio or sono. E poi, a rendere, ancor più speciale, il sito, l'abbondanza dei reperti, bellissimi, unici nel loro genere, dove spicca come capolavoro assoluto dell'arte vascolare a figure rosse, la kylix che il ceramografo Douris, maestro indiscusso dell'ambito chiusino, realizzò nella sua piena maturità artistica (475-470 a.C.). Giuseppe A. Centauro presidente dell'Ass. Via Etrusca del Ferro
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