Il Tirreno

Prato

Il promotore ha preso soldi anche ai genitori

Accusato di truffa e falso, è fratello dell'assessore al Turismo

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. E' entrato nel vivo ieri con la deposizione del maresciallo Alessandro Tarparelli, già comandante della sezione di polizia giudiziaria della Finanza presso la Procura, il processo a carico dell'ex promotore finanziario Felice Napolitano, già radiato dalla Consob e accusato di aver truffato una ventina di clienti intascando i loro risparmi, dal 1990 al 2004, per circa un milione di euro.  Napolitano, che è fratello dell'assessore provinciale al Turismo, è difeso da Melissa Stefanacci e non era presente in aula. Presenti invece le parti civili rappresentate dagli avvocati Febbo, Malerba e Belli, tra gli altri. Sono state le denunce presentate dai clienti a far scattare l'indagine della Procura, che è stata condotta dalla Finanza. Secondo quanto sostiene la pubblica accusa, Napolitano avrebbe falsificato i rendiconti mensili sugli investimenti dei suoi clienti, facendo apparire un attivo là dove invece c'era un passivo.  Il promotore finanziario ha lavorato prima per la Cofigest e poi per Banca Leonardo, infine è stato sospeso e radiato dalla Consob. Il sistema che, secondo la Procura, avrebbe usato per ingannare i clienti è abbastanza collaudato. Faceva investimenti sul mercato azionario e fino a quando la Borsa ha tirato non ci sono stati problemi. Poi, a cavallo tra il 1999 e il 2000, il mercato ha subìto una brusca flessione e il promotore, anziché mettere i clienti di fronte alla cruda realtà, avrebbe falsificato i rendiconti, mettendosi anche qualcosa in tasca. I clienti (28 in totale, ma solo 19 si sono costituiti parte civile) sostengono di non aver avuto niente indietro, mentre l'ex promotore dice di aver restituito qualcosa. Tra i soggetti di cui Napolitano si sarebbe approfittato figurano anche i genitori. Lui stesso dice di aver preso 600 milioni di lire e di averli usato per sanare le posizioni di alcuni clienti. In certi casi il "buco" accertato dalla Finanza ha assunto proporzioni molto grosse: mezzo milione di differenza nel caso dei conti di Giuliana e Greta Manetti. Gli altri (tra cui la famiglia Bocchicchio, Fabio Logli, Roberto Blandino, Antonio Bove, Giuseppe La Placa, Gaetana Lepore, Anna Faella, Camillo e Alfeo Belli) avrebbero perduto cifre più basse. Il processo proseguirà l'11 luglio. La sentenza è attesa a settembre. Incombe la prescrizione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini