Sicurezza
Prato è un caso unico in Italia per assenza di bocciati; unico neo: in 65 non si sono presentati allappello
Tutti promossi all'esame di italiano
Maria Lardara
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Stranieri in attesa di fare lesame Quasi trecento stranieri hanno superato la prova di conoscenza della lingua
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PRATO. Gli esami non finiscono mai. E non fanno certo paura agli stranieri residenti a Prato. Anzi, si sono rivelati una passeggiata per quasi trecento immigrati che hanno superato tra i banchi delle Mazzoni (sede del Ctp) il quiz di italiano, quello che consente di conquistare l'ex carta di soggiorno, dimostrando così tutti in requisiti per una permanenza più lunga in Italia. Nessun bocciato da gennaio fino al 6 giugno, caso unico in tutta Italia. La nostra è l'unica provincia con zero test non superati finora: prendendo l'elaborazione dei dati del ministero dell'Interno, bisogna andare a Roma per avere un 4% di non ammessi mentre Perugia ha il tasso di bocciatura più alto (30%). Gli stranieri hanno fatto così il loro dovere, certificato la conoscenza della lingua del Belpaese (livello d'italiano A2) dove vivono da almeno cinque anni (fondamentale per richiedere "il permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo", come previsto da un decreto del ministero dell'Interno di fine 2010). E sono stati, appunto, tutti promossi. Tutto è filato liscio come l'olio quando c'era da rispondere a domande apparentemente banali come «Quanti figli hai?» oppure ascoltare dialoghi e conversazioni tipo ambientate in farmacia o negli uffici pubblici. In 298 l'hanno spuntata su 10 test che da gennaio fino al 6 giugno si sono svolti al Ctp di via San Silvestro con cadenza mensile o con più di una sessione al mese per fare fronte alle richieste (fonte proveniente dalla Prefettura pratese). Che non sono tantissime, considerando che solo sul territorio di Prato (senza calcolare il resto della provincia) vivono 25.307 stranieri: sul tavolo della Prefettura, che raccoglie le domande e rilascia gli appuntamenti per il test, si contano 484 convocazioni d'esame nell'arco di 13 sessioni da gennaio fino al 14 luglio (i 294 promossi tengono conto dei risultati fino al 6 giugno, manca all'appello l'esito delle prove del 17 e 30 giugno, oltreché ovviamente quella di luglio). Per fare qualche paragone con la vicina Firenze (dove gli stranieri sono circa 50mila) su 757 test sostenuti fra gennaio e maggio si registra l'11% di bocciati. Il trend di domande è in aumento, segno che tra gli immigrati cresce la voglia di mettere radici da queste parti (l'ex carta di soggiorno, a differenza del permesso, è a tempo "indeterminato"). Ad aprile e giugno la prefettura ha raccolto il maggior numero di candidati (121 e 121), dopo un debutto in sordina a gennaio con soltanto 12 convocazioni. C'è però la nota dolente: su 484 chiamati all'appello, 65 non si sono presentati all'esame (totale al 6 giugno). «Si tratta per lo più di cittadini di nazionalità cinese - spiega Davide Lo Castro, capo gabinetto della Prefettura - Le richieste del test sono state presentate prevalentemente da cittadini di etnia albanese, cinese e pakistana. Il fatto poi che quanti finora si siano sottoposti al test lo abbiano superato ci rende sicuramente soddisfatti». Il tasso di assenteismo degli stranieri può essere legato a vari fattori, come motivazioni personali o di lavoro. Oppure potrebbe succedere (come accaduto in altre parti d'Italia) che le raccomandate con l'indicazione del luogo, della data e dell'ora dell'esame arrivino in ritardo: tutto infatti si svolge per via telematica. Restano i dati numerici che sicuramente non possono essere oggetto di interpretazionie. Al 6 giugno scorso, tutti coloro che hanno sostenuto l'esame lo hano superato. Segno che c'è anche un lavoro dietro che porta questi stranieri ad arrivare preparati all'esame richiesto.
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