Sicurezza
Tubo rotto, Cafaggio sott'acqua
Paolo Nencioni
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Una donna si è rifugiata su una panchina. A destra altre immagini dellallagamento di ieri mattina a Cafaggio Barista cingalese colpita da una scossa elettrica nel circolo allagato
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PRATO. «Quando gli operai si sono accorti di aver rotto il tubo sono andati via, e noi siamo rimasti sott'acqua». Hanno un diavolo per capello i residenti e i commercianti di Cafaggio, all'incrocio tra via Roma e via del Ferro, dove ieri mattina la rottura di un tubo dell'acquedotto durante i lavori per la posa di cavi telefonici ha provocato l'allagamento di una vasta zona del quartiere. I disagi più grossi sono toccati alle famiglie di Cafaggio, ma anche il resto della città ha motivi per lamentarsi. La chiusura della rete idrica, decisa da Publiacqua per consentire ai tecnici di riparare il danno, ha lasciato a secco centinaia di abitazioni del centro e della zona ovest, oltre a numerose utenze della zona est di Montemurlo. Insomma, un mezzo disastro. Tutto per colpa di una manovra maldestra compiuta dagli operai di un'impresa di scavi che lavora per conto di Wind. I lavori sono in corso da tempo nella zona di Cafaggio e ieri mattina la ruspa era impegnata in uno scavo in via del Ferro, in prossimità dell'incrocio con via Roma. A un certo punto la benna ha tranciato un tubo dell'acquedotto che ha una portata di 170 litri al secondo. Facile immaginare le conseguenze: la stradina è diventata un ruscello in entrambe le direzioni e soprattutto in via Roma ha allagato negozi e scantinati. «Altro che ruscello, era un fiume vero e proprio - raccontano Alba Chiaramonti e Francesca Vita, le parrucchiere di "Dacci un taglio" di via Roma - E' successo verso le nove e mezzo e la strada si è subito riempita di acqua». Per fortuna del negozio, la pendenza ha portato l'acqua sull'altro lato della strada, dove residenti e negozianti sono stati a lungo impegnati a spazzare il fango fuori dai locali. «E' una vergogna - commentavano - E' passata un'ora prima che qualcuno riuscisse a interrompere il flusso dell'acqua». Poco più avanti, nella piazzetta di Cafaggio, si è rischiato il dramma. Silmini Tennkoon, la moglie originaria dello Sri Lanka del gestore del circolo della Misericordia, ha trovato il locale allagato e ha cercato di andare a staccare la corrente, ma appena ha messo il piede nell'acqua è stata colpita da una scarica elettrica. Sul momento non sembrava nulla di preoccupante, ma un paio d'ore più tardi la donna, presidente dell'Asd Arcobaleno, la polisportiva multietnica, ha avvertito un formicolio alle gambe. Un'ambulanza della Croce d'Oro l'ha portata in ospedale per accertamenti. «Poteva andare molto peggio» ha commentato il marito. La rete idrica è stata ripristinata nel primo pomeriggio da Publiacqua e la pressione è tornata normale nel giro di poco tempo. Ora resta da capire chi pagherà i danni a famiglie e negozi. La Wind, oppure l'impresa che ha fatto lo sbaglio.
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