Il Tirreno

Prato

«Le nostre case rimaste a metà»

Barbara Burzi
«Le nostre case rimaste a metà»

Appello del presidente Papini: «Fateci completare i lavori»

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 PRATO. Le famiglie dei trentasei aspiranti condomini di una palazzina mai completata, si sono date appuntamento ieri mattina, davanti al cantiere di via Marie Curie in Galcetello, per gridare tutta la loro rabbia: in alcuni casi hanno già versato centomila euro, eppure si ritrovano senza casa sebbene stiano continuando a pagarsela. Un altro caso drammatico emerso dal crac Baldassini-Tognozzi-Pontello, il gruppo edile cui era stato affidato il cantiere su terreno di proprietà della cooperativa Abitcoop.  I lavori erano iniziati a luglio del 2009. Tutto è filato liscio finché a causa delle vicende legate a Btp, a dicembre 2010 il cantiere si è bloccato lasciando i soci della cooperativa, che in quel cantiere hanno prenotato un appartamento, senza casa né spiegazioni. «La consegna dei 36 appartamenti era prevista per settembre-ottobre - spiega il presidente del Consorzio pratese cooperative abitazione Franco Papini - ma da sei mesi è tutto fermo. Non abbiamo più intenzione di aspettare: se Btp non trova una soluzione al più presto pretendiamo che ci restituisca il cantiere per metterci in condizione di finire la palazzina».  Lo stato di avanzamento dei lavori dell'opera in costruzione è pari al 50%. Significa che è stata completata la struttura, ma non tutto il resto. Ovvero, impianti, porte, finestre e serramenti. «Abbiamo indetto questa conferenza stampa per far presente il disagio delle famiglie che hanno prenotato un appartamento in questo cantiere - continua - Come cooperativa abbiamo il dovere di tutelare l'interesse dei nostri soci, per la maggior parte giovani coppie e famiglie che, oltre alla casa, stanno pagando l'affitto in attesa di trasferirsi nella propria abitazione. Nel frattempo la cooperativa ha sostenuto dei costi, fornito fidejussioni ai soci a garanzia dei pagamenti effettuati e avanzato delle soluzioni che non sono state nemmeno prese in considerazione». Papini si riferisce alla proposta di anticipare per conto di Btp i soldi ai fornitori affinché riuscissero a concludere i lavori, ma l'ipotesi è naufragata con l'arrivo della richiesta di concordato da parte del commissario giudiziale. Altra soluzione sarebbe la cessione del ramo d'azienda privato per il quale, stando agli ultimi fatti, al momento non si sarebbe fatta avanti alcuna proposta d'acquisto. «Per questo ci siamo mossi chiedendo un accertamento tecnico preventivo al tribunale per riavere indietro il cantiere - spiega - i tempi sono scaduti: o trovano una soluzione oppure andremo avanti per le vie legali facendo ricorso d'urgenza al Tribunale, che ha già nominato un consulente tecnico d'ufficio per verificare lo stato d'avanzamento». Il presidente del Consorzio ha infine ritenuto necessario rassicurare i soci circa la solidità della cooperativa. «Quanto uscito sulla stampa dopo l'allarme lanciato dalla Cna non ci riguarda - sottolinea - la cooperativa non è a rischio fallimento e non deve soldi a Btp».

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