Il Tirreno

Prato

Consiag-Comune, l'ora della resa dei conti

Cristina Orsini
Il sindaco Roberto Cenni
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Il sindaco Roberto Cenni

Venerdì l'assemblea dei soci per approvare il bilancio: si rischia la rottura definitiva

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PRATO. Sarà il giorno della resa dei conti. Il rischio c'è. L'assemblea dei soci Consiag fissata per venerdì prossimo per discutere il Bilancio aziendale, potrebbe diventare l'arena dello scontro frontale tra società e Comune di Prato. Perché nonostante gli incontri - tanti in questi due anni - per trovare un punto di convergenza, la distanza resta siderale. Le posizioni. Da un lato il Comune, che pare essersi attestato su posizioni ancora più rigide nei confronti dell'azienda di cui è proprietario al 38% e che continua a far marciare la gara che metterà sul mercato il servizio di distribuzione del gas nel solo territorio comunale (arrivata in Comune la documentazione relativa ad alcuni dati tecnici dell'azienda in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione al Comune e che andrà a perfezionare i contenuti del bando). Dall'altro gli altri 23 Comuni soci del Consiag - in totale il 62% delle quote della spa - tutti, con sfumature più o meno accentuate, decisi a difendere a oltranza l'azienda. In mezzo due anni di rapporti tesi, o di assenza totale di rapporti tra il sindaco Roberto Cenni e il presidente Consiag Paolo Abati e di rilanci immancabilmente al rialzo da parte del Comune nella trattativa faticosamente avviata dopo la frattura avvenuta nella prima assemblea dell'era Cenni.  Si rompe sui numeri. Cosa potrebbe accadere venerdì? Che per la prima volta, il socio di maggioranza relativa di Consiag, il Comune di Prato, discuta pesantemente i numeri di bilancio e che quindi non si trovi in linea con gli altri soci nell'approvare manovra e piano industriale. Se così accadesse il banco salterebbe e sarebbe l'inizio di una lunga guerra.  In realtà la linea che il Comune terrà - all'assemblea probababilmente parteciperanno il sindaco Cenni, l'assessore Adriano Bellerini e forse il direttore generale Vincenzo Del Regno che negli ultimi mesi ha seguito molto da vicino al vicenda, mancherà invece l'assessore Filippo Bernocchi, forte sostenitore della gara - deve ancora essere messa a punto.  Più morbidi - pare - il sindaco e il vicesindaco Goffredo Borchi, nomitato ultimamente all'unanimità presidente dell'Ato Acqua «non certo per volere divino - è la posizione dei sindaci dell'area fiorentina - ma per per dare un segnale di distensione a Prato».  Tutto da rifare. Pur tuttavia una larga parte della giunta Cenni giudica in modo pesantemente negativo la gestione aziendale di Consiag: sbagliato il piano industriale - questa l'opinione - sbagliata la procedura che porterà Estra in borsa (e per la quale occorrerà un passaggio in consiglio comunale per il via libera da parte di tutti i Comuni soci), da rivedere strategie, alleanza, management e soprattutto da ridiscutere i profitti. E' su questo aspetto, in particolare, che il Comune di Prato ha perplessità: gli utili di Consiag sarebbero pari a 5 milioni di euro - questa la lettura dei numeri da parte dei tecnici del Comune - tre da proventi straordinari (cessioni di asset aziendali da Consiag a Estra), il rimanente da Publiacqua. «Ogni anno - è il ragionamento in piazza del Comune - Consiag ottiene tra i 13 e i 14 milioni di euro dalla proprietà delle reti che però svaniscono». Dividendo, per altro già "girato" ai Comuni soci, secondo la giunta Cenni, evidentemente troppo basso. Questione alla quale si aggiunge il mancato pagamento dei canoni di concessione (passato per poco più di un milione nel 2011).  Le contro-proposte. In posizione di attesa gli altri soci - ai quali sembra che le questioni sollevate da Prato siano state comunicate in una riunione recente - che però non fanno mistero di voler risolvere una volte per tutta dissidi e fratture. Sul piatto c'è una proposta avanzata pochi giorni or sono e sembra già rispedita al mittente: fine della guerra (quindi stop alla gara), condivisione dei piani di sviluppo aziendali di Consiag-Estra - passaggio giudicato preliminare e indispensabile per poter continuare il confronto - discussione aperta sui soldi.  Presidenza a Prato. Nel mazzo anche la carta delle nomine: i soci Consiag hanno trovato una linea condivisa sulla necessità di dare al socio di maggioranza giusta rappresentanza nel consiglio di amministrazione. Prato oggi non ha nessuno nel cda. Se si trovasse l'accordo avrebbe la presidenza della spa tutt'ora in mano a Paolo Abati, direttore generale di Estra. Proposta in grado di ammorbidire Prato? Forse no, le nomine ormai sono l'ultimo dei problemi.  Lite sull'ex Banci. Perché resta un ulteriore motivo di lite: i terreni dell'ex Banci, proprietà di Consiag, quindi dei soci, sui quali sarebbe dovuto nascere il polo espositivo. Esplicita e non recente la richiesta dei 23 soci Consiag di valorizzare l'area per avere un rientro economico sull'investimento compiuto a suo tempo. Ovviamente fatte salve le prerogative del Comune di Prato sulle scelte urbanistiche. Diverse le strade che avrebbero potuto essere imboccate: il riacquisto da parte del Comune dell'area anche senza sborsare soldi, ma cedendo azioni Consiag; l'individuazione di un piano - condiviso tra tutti i soci - per realizzare sull'area qualcosa di alternativo al polo espositivo ma comunque remunerativo. Il Comune di Prato ha risposto approvando definitivamente la variante Declassata e sospendendo il progetto del polo, mettendolo quindi in un cassetto assieme ai proprietari dei terreni e alle loro aspirazioni.  Bugetti preoccupata. «Non nascondo di essere molto preoccupata di questa situazione - è il commento della segretaria Pd Ilaria Bugetti, come sindaco di Cantagallo tra i 23 Comuni soci del Consiag - come sindaco perché ho a cuore il futuro della società della quale sono in parte proprietario. Come segretaria di un partito perché penso all'occupazione: chi lavora per danneggiare l'azienda più grande del territorio - conclude - evidentemente non ha interesse a tutelare molti posti di lavoro».

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