La manifestazione
Gestione rifiuti, la Cgil vede nero
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Raccolta porta a porta Critiche al bilancio e alla raccolta porta a porta
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PRATO. Buchi di bilancio, interessi bancari di un milione di euro l'anno, incognite sugli impianti per lo smaltimento rifiuti e sugli obiettivi della raccolta differenziata. Questa l'Asm nei riflettori della Cgil Fp. Una radiografia dell'azienda di spazzamento, raccolta e smaltimento rifiuti è da ieri a disposizione dei dipendenti Asm grazie al giornalino "Rifiuti e dintorni" diffuso dalla Cgil Fp. Il buco di bilancio, attribuito alla vecchia amministrazione, ha origine principalmente «nei mancati introiti Tia per circa 28 milioni di euro (bilancio 2009) col calo al 73% della riscossione rispetto a risultati migliori degli anni precedenti di poco superiori all'80%». La Cgil mette sotto accusa anche «scelte industriali a dir poco discutivbili e inconsistenti in materia di smaltimento rifiuti, vedi la produzione del Cdr con pochi sbocchi sul mercato ma con elevati costi industriali. Il costo per lo smaltimento rifiuti è il 60% del bilancio 2009, il costo del personale Asm è di poco superiore al 20%. Una delle soluzioni adottate per contenere i costi è stata quelal di esternalizzare alla cooperative sociali alcuni servizi che danno lavoro a circa 70 persone, mentre il numero del personale diretto di Asm impiegato nel servizio di igiene non supera le 180 unità». Questi alcuni numeri del bilancio consuntivo 2009. fatturato circa 60 milioni, utile 130mila euro, esposizione bancaria 16,7 milioni, mancato introito Tia 28 milioni, interessi bancari circa 1 milione all'anno. La raccolta differenziata è stata del 45,6% nel 2009, del 44,9% nel 2010 e si conta di raggiungere il 55% nel 2011. «Senza impianti propri per lo smaltimento e il trattamento della raccolta differenziata - osserva la Cgil Fp - ci sono inevitabili costi aggiuntivi dovuti al trasferimento nelle altre province. Per il personale non ci sono risorse aggiuntive e tutto si scarica sui lavoratori peggiorando le condizioni di lavoro e violando i limiti di sicurezza. Nel quadro finanziario attuale - è la domanda - ci possiamo permettere l'espansione del porta a porta senza il rischio di un misero fallimento?». La Cgil valuta un fallimento il porta a porta con cassonetto personalizzato per le attività industriali e artigiane (2-3% del totale). Sul fronte finanziario c'è preoccupazione: «è andata deserta la gara per un mutuo da 15 milioni ad aprile per cui ci sono pochi margini finanziari».
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