Proteste
Sul cibo gli studenti la sanno lunga
Maria Lardara
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Alessandro VenturiVenturi lancia un appello alle scuole: «Raccogliamo i loro temi»
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PRATO. Si gusta a tavola, se ne parla persino tra le righe dell'ultimo tema di maturità: quello scelto all'esame due giorni fa da tanti studenti pratesi. Cibo e giovani sotto la lente d'ingrandimento. E gli elaborati della prova di italiano potrebbero diventare materiale prezioso che il Centro di educazione del gusto, associazione nata quasi dieci anni intende approfondire e studiare. Di qui l'appello lanciato agli istituti pratesi da Alessandro Venturi, responsabile del Centro con un lungo passato dentro Slow Food. «Li invito a raccogliere i contributi dei ragazzi per poi avviare un ragionamento insieme e sviluppare dei percorsi interdisciplinari intorno al cibo». Tanta adesione al tema della maturità sulla traccia «Siamo quel che mangiamo?», in fondo Venturi se l'aspettava. La sensibilità dei ragazzi per i molteplici aspetti che ruotano intorno al concetto di cibo, dalla sostenibilità ambientale alla salute, la vede in giro fra tanti giovani che desiderano aprire un'enoteca o un ristorante con un occhio di riguardo per i prodotti tipici. «Il cibo è legato a nuovi stili di vita e rappresenta un pezzo di identità culturale in funzione del luogo in cui si vive», sottolinea Alessandro Venturi. E se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, è bene apprendere l'abc del mangiare sano a partire dai banchi di scuola. Una buona abitudine che a Prato è già praticata da tempo. Orti scolastici e la verdura va giù. Non sono solo le case di campagna ad avere un orticello tutto da coltivare. Ce l'hanno anche dieci scuole elementari pratesi: a improvvisarsi contadini, i piccoli studenti che sottraggono un po' di tempo alla lezione in classe per la cura di alberi da frutta, ortaggi ed erbe aromatiche. Gli orti scolastici riproducono l'ambiente ideale per la biodiversità, accogliendo alcune specie prettamente locali come il melocotogno, il giuggiolo e il nespolo. «E' un modo per convincere i bimbi più refrattari a mangiare la verdura, grazie alla scuola e al progetto degli orti didattici», spiega Venturi. Baby allevatori in Vallata. La chiamano gallina "perniciata" o dorata. Ed è nello stemma del Comune di Cantagallo. All'istituto comprensivo "Sandro Pertini" con il prossimo anno scolastico partirà un esperimento di allevamento di questo tipo di gallina realizzando un pollaio adeguato, un pollaio mobile per l'esattezza, capace di spostarsi su ruote. Sos terreni cercasi. Che abbiano una coscienza rispetto al cibo è dimostrato da quanti giovani pratesi, in tasca un diploma in perito agrario o una laurea in Agraria, siano alla ricerca di un terreno agricolo dove avviare la coltivazione di prodotti di qualità e biologici. «Il problema - lamenta Venturi - è che a Prato questi terreni non si trovano: i privati preferiscono lasciarli incolti nella speranza che possano diventare edificabili. Ma il Comune potrebbe mettere a disposizione i terreni di sua proprietà per promuovere queste attività anziché lasciarli incolti. Oggi come in passato, per il sostegno all'agricoltura non ci sono mai state politiche adeguate a Prato».
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