Il Tirreno

Prato

Btp travolge anche le cooperative

Ilenia Reali
L’assemblea di ieri alla Cna
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L’assemblea di ieri alla Cna

Devono pagare 30 milioni. «Salviamo le case a chi le ha già comprate»

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 PRATO. Tanta rabbia. Ma anche tanta paura per quello che avverrà nel prossimo futuro tra i creditori della parte privata di Btp che ieri si sono ritrovati alla Cna per un incontro convocato per capire cosa fare per «ottenere il meglio in una situazione disastrosa», per dirla come il direttore di Cna Prato Fabio Mazzanti. Assenti le cooperative che è emerso sono un altro caso drammatico del più grande crack del distretto degli ultimi anni.  IL CASO COOP. A entrare nel dettaglio di questo nuovo caso cooperative del caso Btp è stato Giovanni Belli di Sestotermo. L'imprenditore ha spiegato come le coop stiano rischiando il fallimento con danni gravissimi per quei cittadini che hanno comprato le case. «Le cooperative devono a Btp 30 milioni di euro - ha spiegato - e non li hanno. In passato quando Btp terminava di costruire le case prendeva la proprietà di quelle invendute. Adesso il commissario ha fatto sapere che non vuole gli immobili ma i soldi». Soldi che nelle casse delle coop non ci sarebbero. «Noi - aggiunge l'imprenditore - come artigiani della parte privata dovremmo avere circa 70 milioni di euro. Potremmo anziché i soldi avere quote delle case delle cooperative: così noi avremmo una percentuale dei nostri crediti e salveremmo le coop e chi ha acquistato le case svolgendo un ruolo sociale. Ed evitando ai nostri giovani di far pagare loro queste case, quelle già acquistate, due volte. Vorrei fare questa proposta al commissario e verificare se è perseguibile». Una proposta che, se possibile dal punto di vista legale, salverebbe le cooperative e darebbe ai creditori la possibilità di vendere le case in momenti migliori del mercato immobiliare riuscendo quindi ad avere qualcosa in più dei crediti vantati. Inoltre gli immobili, per chi ne avesse bisogno, potrebbero essere dati alle banche come garanzia degli scoperti. IL CONTRATTO DI IMPRESA. Tra le proposte dell'associazione di artigiani c'è quella di guardare con la lente di ingrandimento l'accordo firmato con Impresa per la cessione della parte pubblica. Un pool di professionisti analizzerà l'accordo per capire se ci fosse la possibilità di annullarlo dal momento che gli artigiani di parte privata lamentano che il grosso degli introiti si trovano lì. Questo, se accadesse, metterebbe sullo stesso livello creditori di parte privata e di parte pubblica ma di fatto toglierebbe la possibilità alle aziende della parte pubblica di riscuotere per intero i crediti che dovranno riscuotere direttamente da Impresa. Anche se Raiola non fosse interamente solvibile per le aziende pubbliche la riscossione sarebbe di sicuro superiore alle percentuali ricavabili dal concordato. Tra le proposte di Cna anche la richiesta di incontro con il presidente del Tribunale Genovese e un lavoro, da effettuare di concerto con i parlamentari, per chiedere interventi del ministero.  I PRESENTI. A riferire del caso Btp c'erano il presidente di Cna Prato Anselmo Potenza, il direttore Fabio Mazzanti, il presidente di Cna Toscana Valter Tamburini, il presidente della Provincia Lamberto Gestri, il sindaco del Comune di Calenzano Alessio Biagioli, il parlamentare Andrea Lulli e il rappresentante di Fidi Toscana.

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