Gioco
SECONDO GIORNO Da San Piero al Passo Futa la natura ci rende più vicini
L'attraversamento della foresta, fino al rifugio della Jolanda sotto lo sguardo severo del Corno alle Scale e del Cimone. Prosegue la traversata dell'Appennino a piedi da Prato a Marzabotto sulle tracce degli etruschi
2 MINUTI DI LETTURA
IL RACCONTO DEL VIAGGIO
Finalmente la foresta, ma attenti al killer!
di Gianfranco Bracci
Seconda tappa: San Piero a Sieve-Passo Futa (La Traversa) km. 24,4 ore di cammino 6,20, dislivello in saluta m. 1000.
Camminando verso la frazione di Gabbiano, fra San Piero a Sieve e Sant'Agata, il paesaggio rammenta molto la dolcezza della Valdorcia. Sullo sfondo verso ovest, spiccano sia il Corno alle Scale che il Cimone. Il sole è già alto ma confidiamo di entrare presto nell'ombra del bosco appenninico. Dopo un salitone assolato, ripido, ma profumato di ginestre, entriamo finalmente nell'abbraccio della foresta che ci accompagnerà fino al passo dell'Osteria Bruciata.
Memori della leggenda che narrava di un oste "serial killer" passiamo oltre velocemente per poi riposarci e rifocillarci ben sdraiati su di un piano. Ancora una lunga salita nella magica faggeta ci conduce appena sotto il Monte Gazzaro. Una finestra enorme ci presenta la conca di Firenzuola adagiata già oltre lo spartiacque, nella Romagna Fiorentina.
Il resto sono spiccioli: giù fino alla Futa e poi ancora giù lungo la strada che conduce dalla mitica Jolanda, alla Traversa dove il gruppo dormirà e si pascerà di ottimi piatti locali... A domani!
EMOZIONI IN CAMMINO
La natura migliora gli esseri umani
di Marco Parlanti
Inizia a cementarsi l'amicizia fra i nostri camminatori, rilevo come ogni volta il cadere delle barriere create dalla vita cittadina e l'aprirsi degli animi ai racconti e alle storie personali. Si fanno partecipi delle piccole meraviglie che il viaggiare lentamente ci offre: pinete silenziose, spazi aperti, rocce scolpite dalla mano dell'uomo dei millenni addietro e noi a cercare di comprenderne l'intimo significato.
Finalmente la foresta, ma attenti al killer!
di Gianfranco Bracci
Seconda tappa: San Piero a Sieve-Passo Futa (La Traversa) km. 24,4 ore di cammino 6,20, dislivello in saluta m. 1000.
Camminando verso la frazione di Gabbiano, fra San Piero a Sieve e Sant'Agata, il paesaggio rammenta molto la dolcezza della Valdorcia. Sullo sfondo verso ovest, spiccano sia il Corno alle Scale che il Cimone. Il sole è già alto ma confidiamo di entrare presto nell'ombra del bosco appenninico. Dopo un salitone assolato, ripido, ma profumato di ginestre, entriamo finalmente nell'abbraccio della foresta che ci accompagnerà fino al passo dell'Osteria Bruciata.
Memori della leggenda che narrava di un oste "serial killer" passiamo oltre velocemente per poi riposarci e rifocillarci ben sdraiati su di un piano. Ancora una lunga salita nella magica faggeta ci conduce appena sotto il Monte Gazzaro. Una finestra enorme ci presenta la conca di Firenzuola adagiata già oltre lo spartiacque, nella Romagna Fiorentina.
Il resto sono spiccioli: giù fino alla Futa e poi ancora giù lungo la strada che conduce dalla mitica Jolanda, alla Traversa dove il gruppo dormirà e si pascerà di ottimi piatti locali... A domani!
EMOZIONI IN CAMMINO
La natura migliora gli esseri umani
di Marco Parlanti
Inizia a cementarsi l'amicizia fra i nostri camminatori, rilevo come ogni volta il cadere delle barriere create dalla vita cittadina e l'aprirsi degli animi ai racconti e alle storie personali. Si fanno partecipi delle piccole meraviglie che il viaggiare lentamente ci offre: pinete silenziose, spazi aperti, rocce scolpite dalla mano dell'uomo dei millenni addietro e noi a cercare di comprenderne l'intimo significato.
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