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La villa dell'ex calciatore, poi del cinese rampante, ora del fisco
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PRATO. Non trova pace la villa di Tavola che fu dell'ex calciatore Roberto Badiani, poi di un giovanissimo cinese rampante e ora rischia di essere confiscata. Il prestigioso immobile di via della Fattoria 41 è nell'elenco dei beni per i quali il giudice per le indagini preliminari di Firenze, Michele Barillaro, ha autorizzato il sequestro nell'ambito della seconda tranche dell'inchiesta sull'evasione fiscale e l'esportazione di denaro da Prato alla Cina. A conti fatti è già un luogo simbolo, nel senso che racconta la storia di questa città nell'ultimo decennio. La sera del 7 ottobre 1999, quando la villa era ancora di Badiani (già centrocampista di Livorno, Lazio e Sampdoria) un commando di rapinatori fece irruzione all'ora di cena e portò via soldi e gioielli per mezzo miliardo di lire, oltre ai trofei di Badiani. Era solo l'inizio di un periodo difficile. Alla fine di novembre del 2002 a fare irruzione fu un gruppetto di cinesi. Ce l'avevano con Badiani, all'epoca titolare di una maglieria, dicevano di vantare crediti non riscossi e la cosa finì con una scazzottata e una successiva querela presentata dall'ex calciatore. Ma l'ingresso ufficiale dei cinesi nella villa risale al dicembre del 2006, quando il proprietario, che non era più Badiani, la vendette a un signor nessuno di soli 22 anni. Signor nessuno per gli occidentali, non per la comunità cinese, visto che Huang Dejian, classe '84, era già titolare del pronto moda L.J. di via Trentino Alto Adige ed era già in grado di pagare sull'unghia un prezzo non dichiarato ma certamente superiore al milione di euro, visto che nel 2000 la villa era stata valutata due miliardi di lire. Misteri dell'imprenditoria precoce, che ora si scopre magari si basavano anche sull'evasione fiscale. Huang Dejan non è nemmeno tra i più compromessi, stando alle carte dell'inchiesta fiorentina: avrebbe sottratto al fisco e spedito in Cina, tramite l'agenzia Ou Hua di via Cavour 13, "soltanto" 144.000 euro tra il 2009 e il 2010. Spiccioli rispetto ad altri. Il gip ha ordinato il sequestro di due conti correnti e due carte di credito dell'azienda, un conto e una carta di Huang, un Ducato, una Smart e soprattutto della villa che fu di Badiani, che potrebbe essere confiscata se nei conti non si troverà denaro a sufficienza per saldare il debito col fisco. P.N.
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