Il Metastasio fa da sé Nella nuova stagione 6 spettacoli prodotti
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Lattore napoletano Toni Servillo sarà protagonista di una serata di letture 3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. La nuova stagione del Teatro Stabile della Toscana inizierà con il posticipo del festival Contemporanea a settembre. Poi ad alzare il sipario ufficialmente il 26 ottobre sarà "La cantatrice calva" di Eugène Ionesco, presentato dagli attori della compagnia stabile, diretta da Massimo Castri. Il cartellone, articolato in sei produzioni e una decina di spettacoli ospitati, monografie e progetti speciali, vedrà protagonisti registi come Eugenio Barba, Pippo Delbono, Stefano Massini e Jan Fabre e interpreti come Elio Germano, Toni Servillo, Giuliana Lojodice, Alessandro Haber e Marcello Bartoli. Infine, il teatro Fabbricone - talvolta relegato a succursale del Met - avrà una sua stagione vera e propria, dedicata alla drammaturgia contemporanea. Ieri in Regione - per la presentazione del cartellone - c'era anche Massimo Castri, nella veste di padrino ufficiale, visto che in questi mesi ha preso sotto la sua ala protettrice la compagnia dello Stabile (Valentina Banci, Mauro Malinverno, Francesco Borchi, Elisa Cecilia Langone e Fabio Mascagni) per l'allestimento e le prove de "La cantatrice calva", al debutto in prima nazionale dal 26 al 30 ottobre a Prato. «Il Metastasio - ha commentato il direttore artistico Paolo Magelli - è uno dei teatri stabili meno finanziati d'Italia, eppure è riuscito in questo difficilissimo anno non solo a risparmiare, ma anche ad aumentare la sua attività. Sei spettacoli da produrre sono tanti e la scommessa delle coproduzioni continua. La nuova stagione partirà come un fuoco d'artificio con "Contemporanea Festival" a settembre e continuerà con ospiti di livello internzionale. La stagione del Fabbricone verrà idealmente racchiusa in un viaggio da Eugenio Barba a Jan Fabre per poi concludersi con una rassegna sulla nuova drammaturgia, voluta anche dal nostro presidente Umberto Cecchi. Inutile ricordare la presenza dell'artista che ha fondato questo teatro, Massimo Castri». Tra le produzioni firmate dallo stabile pratese anche lo spettacolo "Sarabanda" di Ingmar Bergman diretto da Massimo Luconi (3-6 novembre, Metastasio); "Il Giardino dei Ciliegi" di Cechov, presentato da un cast misto di attori della compagnia stabile del Met e dello Stabile di Sardegna, diretto da Paolo Magelli (23 novembre/ 4 dicembre); "Lo schifo. Omicidio non casuale di Ilaria Alpi nella nostra ventunesima regione" di Stefano Massini (19/22 gennaio 2012); "Ubu Roi" di Alfred Jarry, regia di Roberto Latini (1/11 febbraio) e "I fratelli Karamazov"- sempre coproduzione del Met e dello Stabile di Sardegna- regia di Guido De Monticelli (11/22 aprile). Replicando l'esperienza monografica dello scorso anno, il Metastasio mette in stagione quest'anno anche una mini rassegna dedicata alle "Monografie di protagonisti" che ospiterà Elio Germano con "Thom Pain" di Will Eno; Toni Servillo in "Letture napoletane"; Pippo Delbono e Alexander Balanescu in "Amore e carne"; "Il bugiardo" di Paolo Valerio e Giuliana Lojodice in "Clara Schumann". Completano il quadro due fuori abbonamento: il Fabbricone in data da definire ospiterà lo spettacolo "Un angelo nei sobborghi", un progetto prouzione italo- cinese, realizzato dal Met in collaborazione con l'associaizone Art China Bridge e "La vita cronica" di Eugenio Barba (4-8 ottobre) inserito nel cartellone di Contemporanea. Per il Metastasio Ragazzi si dovrà aspettare novembre, la campagna abbonamenti è in via di definizione. Miriam Monteleone Dopo Roma e New York Arriva lo spettacolo italo-cinese PRATO. Dopo Roma e New York, lo spettacolo pratese "Un angelo nei sobborghi" - con attori italiani e cinesi - arriva anche a Prato. Paolo Magelli, che fin da subito con Pamela Villoresi ha sostenuto questa scommessa, ha deciso di inserire lo spettacolo anche nella stagione del Metastasio. La data delle repliche è ancora da definire, ma senza dubbio la produzione andrà in scena come un evento speciale fuori programma al Fabbricone. Il lavoro nasce da un'esperienza di laboratorio in lingua cinese, a cui hanno partecipato 12 attori, 9 cinesi e 3 italiani, lavorando a un testo che fosse metafora di sfruttamento e solidarietà. La regia è di Gianluca Barbadori. M.M.
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