Il Tirreno

Prato

PRIMA DI PARTIRE/ 2Il Solstizio d’estate come preludio all’Etruscan trail

PRIMA DI PARTIRE/ 2Il Solstizio d’estate come preludio all’Etruscan trail

Le ragioni e le sincronie di un'avventura ai limiti della storia di Gianfranco Bracci

3 MINUTI DI LETTURA





Oggi 21 Giugno è un giorno speciale in quanto comincia l’estate. Lo era ancora di più 2500 anni fa quando i Nostri avi, gli Etruschi, regnavano indisturbati su quasi tutta la penisola italica. Essi infatti, nella loro migrazione dall’Asia si erano portati dietro l’attento e speciale studio dell’Universo e delle sue leggi, retaggio primordiale del genere umano evolutosi nel continente che fu culla della civiltà.

Dividevano il “creato”, di cui sapevano bene di far parte, in tre mondi: Il cielo – la terra – e gli inferi. Ebbene, secondo la loro credenza dove religione e scienza si fondevano, questi tre mondi paralleli si allineavano solamente durante i solstizi, specialmente in quello d’estate.

Avevano semplici strumenti di terracotta per determinare ovunque si trovassero la longitudine e la latitudine esatta (uno di questi si trova nel museo di Monterenzio vicino a Bologna). Così sceglievano la posizione esatta delle loro città, quali quelle di Gonfienti (che io vorrei chiamare da qui in avanti Visenthia) e di Kainua (nome etrusco di Marzabotto).

Tutto doveva essere pensato e costruito in perfetta armonia con ciò che avevano creato gli Dei e in quel modo riuscirono ad elevare la loro vita al rango di grande civiltà: tecnologicamente, ecologicamente ed artisticamente eccelsa. Era quindi d’obbligo che, per rendere onore a questo popolo il cui DNA scorre in molti di noi, il 21 Giugno fosse il giorno della preparazione alla camminata fra le due città etrusche poste di qua e di la d’Appennino, lungo l’antichissima via selciata del ferro: L’ETRUSCAN TRAIL.

Oggi pomeriggio alle 17.30 alla Biblioteca Lazzerini di Prato il Prof Zecchini, scopritore del tratto selciato della via del ferro in Loc. Frizzone (Capannori), farà una bella conferenza sulla Khilix di Douris trovata a Gonfienti. Poi Maila Ermini e Gianfelice D’accolti metteranno in scena il loro “laris Pulenas”.

Il tutto farà da prologo, e speriamo sia di buon auspicio, alla partenza del gruppo, guidato da Marco Parlanti e me. Partiremo alle 8.30 di domani (22 Giugno) dalla Pubblica Assistenza della Querce e ci dirigeremo verso San Piero a Sieve dove faremo la prima tappa. Il gruppo è composto da molti pratesi ma anche da aretini, fiorentini, abruzzesi, emiliani e…ci sono anche due belgi che lo hanno saputo via web. Un gruppo di camminatori del Circolo I Risorti ci accompagnerà fino a San Piero e poi verrà a fare l’ultima tappa domenica prossima.

Ma quel’è lo scopo di questa camminata? In realtà di scopi ce ne sarebbero tanti: ritrovare l’armonia del passo dopo passo lungo un tragitto millenario, scoprire con la lentezza del camminare la nostra terra con i suoi spettacoli più belli. Provare a far conoscere meglio questo popolo così lontano nel tempo? Insomma una serie di scopi che si intrecciano. Vedremo quale di essi prevarrà. Camminando si medita e si vedono meglio le cose nella mente: un'ultima coincidenza: l'anno passato finimmo la traversata proprio il 21 Giugno. Cosa vorrà dire? Chiederemo all'aruspice di turno! A domani amici.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa