La manifestazione
Oltre 4mila caldaie fuori regola
Giovanni Ciattini
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Può costare evitare i controlli periodici alle caldaie Proprietario multato (1015 euro) attacca Publies, pronta la replica
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PRATO. Col caldo che fa verrebbe voglia di occuparsi più di condizionatori che di caldaie, ma in realtà sono proprio questi i periodi nei quali bisognerebbe curare la loro manutenzione in previsione del futuro utilizzo nei mesi invernali. E non va dimenticato, inoltre, che il 30 giugno, scade il termine stabilito dalla provincia di Prato per far autocertificare la propria caldaia. Sono interessati i comuni di Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Poggio a Caiano, Vaiano e Vernio. Entro fine mese occorre mettersi in contatto col proprio centro di assistenza per farsi compilare l'allegato G e trasmetterlo poi a Publies, la società a cui Comune e Provincia hanno delegato il compito di controllo previsto dalla legge. E trasmettere l'allegato G, che altro non è che un'attestazione del buono stato della caldaia, non solo significa aver verificato che il proprio impianto di riscaldamento è sicuro e non inquinante, ma può evitare pesanti ripercussioni per le proprie tasche. Mille e 15 euro di multa. E' quanto dovrà pagare al Comune di Prato il signor Marco Gabbricci che ieri ha telefonato al Tirreno per segnalare il suo caso. «Ho ricevuto dal Comune di Prato una sanzione di 1015 euro - spiega Gabbricci - e questo perché nel 2009, quando ricevetti il controllo da parte della Publies mi venne chiesto di inviare l'allegato G. La caldaia fu trovata a norma ma mi venne detto di far controllare l'impianto da un tecnico specializzato e di inviare l'allegato. E' vero, me ne sono dimenticato ma in questi anni non ho ricevuto alcun avviso di sollecito. Mi sa tanto che questo altro non è che un modo per far cassa...». La replica di Publies. Guai a stuzzicare la Publies. Il direttore Francesco Sabatini. ha fatto un veloce accertamento ed ha scoperto la caldaia del signor Gabbricci era stata controllata il 31 ottobre 2007. «Il nostro tecnico constatò che era dal 2004 che la caldaia non veniva sottoposta a manutenzione. Al signor Gabbricci fu chiesto di presentare l'autocertificazione entro 6 mesi. Ma così non venne fatto. Nel novembre 2009 siamo tornati ed abbiamo rinnovato la richiesta. Visto che anche questo ulteriore termine di 6 mesi è trascorso invano non ci è restato altro che inviare la segnalazione al Comune». L'attività di Publies. Di casi come quello del signor Gabbricci la Publies ne ha accertati 191 nel biennio 2009-2010. Una cifra esigua se si pensa che a Prato sono registrate 62.995 caldaie. Di queste 50203 sono regolarmente autocertificate, le restanti 12.792 sono state controllate dai ventidue verificatori di Publies. 4400 caldaie sono state trovate non a norma, ed è stato quindi chiesto di sottoporle ad adeguata manutenzione, in 31 casi è stata accertata un'elevata pericolosità. «Dal 2002 ad oggi abbiamo verificato tutte le caldaie presenti in città - informa il direttore Sabatini - credo che questo sia un ottimo risultato. Abbiamo modo anche di controllare il 30% delle autocertificazioni, una percentuale ben più alta di quella prevista, il 5%, in altri comuni vicini. Non ci si deve scordare che prima del 2000 si verificavano frequenti incidenti dovuti alle fughe di monossido di carbonio». I costi. L'autocertificazione prevede un esborso di 24 euro ogni due anni. Il controllo del tecnico specializzato in genere costa intorno ai 100 euro. In quattro anni, quindi, si pagano circa 500 euro. Chi non si è autocertificato e riceve l'accertamento Publies deve corrispondere 56 euro. Oltre, naturalmente, a provvedere alla successiva manutenzione. «Spesso si preferisce non far controllare la caldaia non solo per evitare la spesa del tecnico ma per evitare di cambiarla, se malfunzionante, o di dover andare incontro a spese elevate se l'impianto, ad esempio, è stato installato in maniera non idonea» spiega il direttore di Publies.
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