Gioco
Gli artigiani non daranno il via libera. «Non accetteremo una miseria»
Btp, Cna sul piede di guerra «Diremo no al concordato»
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Il presidente della Cna Anselmo Potenza 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. C'è preoccupazione tra gli artigiani di Cna per quello che accadrà con il concordato alla Btp. E, per la prima volta nella storia del distretto, con una posizione ufficiale dicono chiaramente che «se le percentuali del concordato non soddisferanno adeguatamente le aziende dell'indotto non daranno il loro voto positivo durante l'assemblea dei creditori». Una posizione che probabilmente non porterà alla bocciatura della procedura - sarebbe necessario trovare un accordo con le banche per avere la maggioranza - ma che comincia a dare il segno di un cambiamento di tendenza. L'associazione di categoria sta preparando un' assemblea con tutte le imprese fornitrici di Btp. Si svolgerà giovedì 23 giugno nella sede di via Zarini a partire dalle 18. «Siamo molto preoccupati - dice Anselmo Potenza presidente di Cna Prato - per la sorte delle circa 200 imprese che hanno lavorato per il settore privato di Btp e per i quasi 3000 dipendenti di queste aziende. Sono piccole imprese, molte artigiane, che hanno negli anni garantito qualità delle lavorazioni. Si tratta di un intero sistema regionale che entrerà in crisi e che priverà la regione di qualità indispensabili al sistema delle costruzioni e dei lavori pubblici. Se a questo si aggiunge la crisi del Consorzio Etruria il danno per il sistema economico e per l'occupazione ancor di più assume numeri e dimensioni di rilievo nazionale». «Stiamo contattando i parlamentari toscani - dice Fabio Mazzanti direttore generale di Cna - per chiedere loro una azione congiunta e trasversale in Parlamento, come già fatto nell'interrogazione dell'onorevole Lulli, per pretendere dal Governo provvedimenti straordinari in difesa di un settore le cui difficoltà vanno ben oltre il crack aziendale Btp. Se il commissario del tribunale ha ceduto il ramo appalti pubblici separatamente dal ramo appalti privati il rischio è che, per i fornitori di quest'ultimo, resti una miseria da suddividere fra 200 imprese. Se sarà proposto alle nostre imprese un concordato dalle cifre ridicole rispetto ai crediti vantati, noi consiglieremo di non accettarlo, chiedendo di passare alla procedura fallimentare». «Intanto - conclude Potenza - giovedì saremo in grado di presentare, con l'aiuto di dirigenti della Regione, le modalità con cui le imprese dell'indotto potranno accedere al sostegno che abbiamo ottenuto dalla Regione Toscana con intervento straordinario, tramite Fidi Toscana».
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