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Prato

Quaranta posti di lavoro, un sostegno per i nuovi poveri

Quaranta posti di lavoro, un sostegno per i nuovi poveri

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PRATO. Il Consiglio provinciale ha chiuso il bando per il progetto sulle nuove povertà e accompagnamento al lavoro, con cui, secondo i calcoli della Provincia, si darà lavoro a 40 persone, la metà nell'ambito del disagio psichico e l'altra metà nelle cosiddette "nuove povertà". Il bando è stato vinto da una cordata di agenzie formative che avvieranno un'attività finanziata con 245mila euro.

Si tratta di un modo concreto per combattere esclusione sociale e nuove povertà, accompagnando le persone più vulnerabili dal punto di vista personale e sociale verso un lavoro. «L'iniziativa è studiata per quei soggetti deboli che la crisi ha reso ancora più fragili - spiega la vice presidente della Provincia Ambra Giorgi - Stiamo parlando di donne sole con figli, famiglie monoreddito, persone con un titolo di studio basso, ma anche malati psichici».

Gli interventi saranno adeguati a fornire risposte a situazioni di marginalità attraverso processi di apprendimento estremamente mirati, flessibili e personalizzati, attivati in parallelo ad interventi di assistenza e sostegno in uno stretto rapporto fra Provincia, Comuni, associazioni e volontariato. I percorsi formativi professionalizzanti avranno una durata massima di 6 mesi e saranno finalizzati all'inserimento o al reinserimento lavorativo.

Prevedono interventi formativi in settori economici diversi e con elevate potenzialità occupazionali, rivolti a gruppi di utenti omogenei rispetto ai percorsi di inserimenti e ai fabbisogni formativi. Di grande importanza la fase del rapporto con le aziende in grado di ospitare gli stage e disponibili all'assunzione, per la quale sono previsti incentivi alle imprese, con un massimale di 5.500 euro per ciascuna azienda. Per informazioni sull'accesso al progetto bisogna rivolgersi al Centro per l'impiego.

Lo sportello di collocamento mirato della Provincia si occupa in media di oltre 350 persone ogni anno, dei quali circa il 70% ha invalidità fisiche e il 20% psichiche.
I disabili complessivamente iscritti al servizio nel 2010 erano 1.451. Erano 1.341 nel 2009 e 1.210 nel 2008, c'è un trend in crescita che dipende dalla crisi ancora in atto, ma anche dalla maggiore attenzione da parte dei lavoratori nel certificare le disabilità, per aumentare le possibilità di trovare un'occupazione in un momento così difficile. Bisogna però anche sottolineare che molti si iscrivono alle liste di disoccupazione degli invalidi a fini pensionistici o per altre provvidenze di natura sociale.

Le assunzioni per questa fascia di lavoratori sono passate dalle 102 del 2008 alle 76 del 2009 fino alle 87 del 2010, mentre le convenzioni per l'inserimento sono progressivamente diminuite negli stessi anni: dalle 111 del 2009 siamo arrivati a 60 nel 2010.

Il Consiglio provinciale ha anche approvato all'unanimità il regolamento provinciale che regola il rilascio dell'autorizzazione per le aziende all'esonero parziale dagli obblighi occupazionali riguardo ai disabili. Sulla materia il decreto ministeriale del 2000 introduce la possibilità di deroga alla legge 68, che stabiliva le modalità degli obblighi di assunzione dei disabili nelle aziende.

«Il regolamento provinciale - spiega Ambra Giorgi - è necessario per semplificare il lavoro degli uffici e delle aziende sulle deroghe, che sono temporanee e previste essenzialmente per mansioni faticose, pericolose o che richiedono particolare attenzione».

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