Il Tirreno

Prato

Una via per evitare i trasferimenti

Il commissario Inzitari
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Il commissario Inzitari

Nel pacchetto Btp ci sono gli appalti per la Prato-Signa e la tramvia

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PRATO. Un modo per evitare, almeno in parte il trasferimento dei8 dipendenti di Btp, ci sarebbe. Ed è lo stesso presidente di Impresa, che ha acquistato la società che fu dell'imprenditore pratese Fusi, ha metterla in evidenza. «Nel pacchetto di parte pubblica di Btp - spiega Raiola - ci sono anche gli appalti dei lavori per la tramvia di Firenze e la Prato-Signa se questi cantieri partissero è logico che dovrei aprire una filiale nell'area fiorentina». Insomma se i cantieri in Toscana avessero il via libera i piani di acquisto potrebbero essere modificati. Sembra questa l'unica possibilità per far sì che la trentina di dipendenti (per i dirigenti questa ipotesi non sarebbe attuabile) ripresi da Raiola evitino il trasferimento a Roma. E sembra questa l'unica strada percorribile dalle istituzioni -e non trovare altre aziende disposti a riaprire il caso Btip - per salvare davvero qualche posto di lavoro dal momento che l'atto di vendita è già stato perfezionato anche dal Tribunale e all'orizzonte non ci sono acquirenti interessati a fare un'offerta particolarmente elevata e comprensiva dei danni da pagare all'imprenditore Raiola.  «Se ricevessi una telefonata dal presidente della Regione - dice - potrei spiegargli quali sono eventuali strade da percorrere. Con la partenza di questi due cantieri, di fatto, si verrebbe a creare un giro d'affari che da solo corrisponde a un'azienda. Quando questi cantieri partiranno comunque, presto o tardi che sia, dovrei creare un ufficio sul posto almeno per gestire il personale. Ovviamente non stiamo parlando del reinserimento di persone non comprese nell'accordo». Intanto per il resto tutto sembra a una fase di stop. Il commissario sta lavorando per chiudere l'accordo con l'agenzia delle entrate e poi presentare il concordato mentre i sindacati non hanno ancora incontrato il titolare di Impresa. «Sto aspettando che mi facciano sapere la data dell'appuntamento. So che i dipendenti di sede sono molto agitati ed io per primo ho voglia di spiegare loro quali sono i miei progetti e l'offerta che farò loro».  Un'esigenza che nasce anche dal fatto di partire a pieno ritmo con i cantieri per cominciare a riscuotere lo stato di avanzamento lavori e quindi dare un primo segnale alle aziende creditrici. «Si continua a mettere in dubbio - sottolina Raiola - la mia serietà. Se ho fatto questo acquisto è logico che ho gli accordi con gli istituti di credito per farvi fronte e mi dispiace che si tiri continuamente in ballo i problemi che ho avuto con la giustizia (per una tangente pagata ndr) quando avevo 34 anni. Fatti per cui sono stato completamente riabilitato. Mi piacerebbe molto di più avere un confronto serio, come accade in questi casi, con le istituzioni».

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